Gianni&Andrea. Le loro (e nostre!) “Onde Nere” e quello strabenedetto drone…

gianni e andrea
di Piero Petro Murineddu
Ciao Piè, o se preferisci Pè. Come va?A proposito, perchè ti faichiamare Petro?” 
Oh, ciao chitarraro rockeggiante. Come va….diciamo bene, nonostante queste lombalgie che ogni tanto mi rovinano le giornate. Perchè Petro? Ma guarda, se lo vuoi proprio sapere, un po’ mi hai ispirato tu, aggiungendo al tuo nome imposto alla nascita anche quello di un tuo idolo, tal Steve di cui non ricordo il cognome…… No, per me nessun idolo. Figurati, alla mia età! Piero in fondo in fondo non mi è mai andato giù, eppoi il giorno dell’onomastico (29 giugno, san Pietro e Paolo), salvo rarissime eccezioni, nessuno mi faceva gli auguri, nemmanco mia moglie. Forse con Petro, qualcuno c’arriverà a collegarmi con quel pescatore di Cafarnao invitato da Gesù a seguirlo, nonostante fosse un pauroso senza eguali.…” –
Embè, ti piace il nuovo brano?” 
“E sarebbe?” 
Dark Waves, fatto col mio amico Gianni Carboni……”
“Oh mannaggia….sfuggito m’è! Mandami il link…..”
In effetti il nostro bravo chitarrista sussincu Andrea Manca mi aveva preannunciato che a fine luglio sarebbe uscito un nuovo brano, scritto e cantato da Gianni Caibboni. Musicato da entrambi. Un compromesso “storico”(!) tra il pensiero musicale elettronico di Gianni e quello testardamente rockeggiante di Andrea “Steve”.  Questo mentre lui, l’Andrea, continua a consumarsi le dita facendole scorrere forsennatamente sul suo strumento, preparando il suo primo CD che riuscirà a concludere presumibilmente entro  il prossimo Natale. Noi aspettiamo e gli auguriamo buon lavoro.
Quindi

Dark Waves”, “Onde Nere”

Questo il testo, e se non avete voglia di leggerlo tutto, andate pure oltre:

DARK WAVES I’M LEAVING THIS PLACE CALLED HOME, YOU ALSO CALL IT SO
Sto partendo da un posto chiamato casa, anche voi la chiamate così
BUT MINE IS OF A DIFFERENT COLOR, MY COUNTRY HAS A DIFFERENT FLAVOR
Ma la mia è di un altro colore, la mia terra ha un altro sapore
I’VE NEVER BEEN AFRAID OF YOU, I FEAR THE GUN, NOT YOUR SHARKS
Non ho mai avuto paura di te, ho paura del fucile, non dei tuoi squali
I FORGOT MY PRIDE, IT GAVE UP ON SURVIVING
Ho dimenticato il mio orgoglio, ha rinunciato a sopravvivere
WHEN THE NIGHT MAKES ME SCARED…
Quando la notte fa più paura…
I SEE DARK WAVES EVERYWHERE AROUND ME
Vedo onde nere ovunque intorno a me
I’VE LEARNED TO LOVE THEM IN THIS JOURNEY OF PAIN, DEATH AND AWAKENING
Ho imparato a volergli bene in questo viaggio di dolore e morte ma di risveglio
THESE DARK WAVES CARRY ME FAR AWAY, BUT I DON’T KNOW WHERE
Queste onde nere mi portano lontano, ma non so dove
YOU’RE MY FRIEND
Tu sei un mio amico
I FIND THE STRENGTH TO SMILE, FAR FROM THOSE WIDE OPEN PRISONS
Trovo la forza di sorridere, lontano da quelle prigioni a cielo aperto
THEY BORROWED THE VIOLENCE FROM THE MAN WHO WILL GIVE ME SHELTER
Hanno preso la violenza in prestito da uno dei signori che mi darà un tetto
I FIND REFUGE IN MY OPPRESSOR’S CRONY
Trovo rifugio nel socio del carnefice
I KNOW IT’LL BE HARD TO UNDERSTAND
So che sarà difficile da capire
WE’LL TRY TOGETHER TO IMPROVE OURSELVES
Proverò insieme a lui a progredire
BEFORE THE NIGHT BRINGS MORE PAIN
Prima che la notte porti altro dolore…
I SEE DARK WAVES EVERYWHERE AROUND ME
Vedo onde nere ovunque intorno a me
I’VE LEARNED TO LOVE THEM IN THIS JOURNEY OF PAIN, DEATH AND AWAKENING
Ho imparato a volergli bene in questo viaggio di dolore e morte ma di risveglio
THESE DARK WAVES CARRY ME FAR AWAY, BUT I DON’T KNOW WHERE
Queste onde nere mi portano lontano, ma non so dove
YOU’RE MY FRIEND
Tu sei un mio amico
I SAW DARK WAVES EVERYWHERE AROUND ME, I LEARNED TO LOVE THEM
Vedevo onde nere ovunque intorno a me, ho imparato a volergli bene THESE SCARS WILL NEVER GO AWAY, I’LL LOVE THEM TOO
Quelle cicatrici non andranno mai via, vorrò bene anche a loro
ONCE YOU WERE THE WAY, NOW MY PROTECTION OF MY NEW DIRECTION
Prima eri il cammino, ora la mia protezione della mia nuova direzione YOU’RE STILL MY FRIEND
Sei ancora un mio amico
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Capito qualcosa?  Qualcosetta, dai….
Adesso ci pensa Gianni, con la sua parlantina sveglia e intelligente, a spiegarvi la costruzione e la nascita della canzone e del video in cui è inserita
Copia-incolla il seguente link
https://www.facebook.com/darkwaves.songsproject/videos/725495257648151/?hc_ref=ARTDt2iYCHvsifqnOglQemDPgPSKyYPxWXx2xTjWpCnhHt–8NDZxQMVLR3W9CB_V9g&pnref=story
Avete visto che scioltezza di lingua il nostro Gianni?
Andrea sembrerebbe più parco di parole, probabilmente un tantino timidino. Embè? E se anche lo fosse? Certo che quella chitarra solista che suona timida non lo è affatto!
E adesso, ascoltatevelo e godetevelo il video, introdotto dal rumore della risacca di Platamona e registrata nel bel mezzo della pineta. Pineta di Sossu, beninteso, non di Platamona la tattarèsa, almeno per metà…
Copia-incolla il seguente link
https://www.youtube.com/watch?v=_EpeHa2UhWs

E allora, che dite? Io ammetto di essere messo un po’ in ponte (si dice così?), anche perchè, un pochetto di aiuto per interpretarlo questo videoclip ad Andrea l’ho chiesto, e lui, magnanimamente, una chiave di lettura me l’ha data. Dicendolo a voi, però,non vorrei rischiare che questo prezioso sodalizio musicale tra i due bravi musicisti venisse messo in crisi, dal momento che Gianni ha evitato di dare molte spiegazioni, lasciando  a ciascuno la libera interpretazione. Il fatto è che si tratta di una tematica a cui tengo molto, e non vorrei che la libertà interpretativa se ne andasse Aramengo  chissà dove….
http://www.focus.it/cultura/curiosita/perche-si-dice-andare-a-ramengo
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Non ce la faccio a trattenermi, e so che Gianni mi perdonerà
Si parla dell’immane ( e per molti fastidioso!) problema dei migranti. Attenzione. Quelli che arrivano dal sud povero e malandato, non quelli del Nord ricco che magari decidono di venirsene da noi per godersi il tepore mediterraneo durante il resto dei loro giorni. Il viaggio della speranza del disperato paragonato alle paure e fobìe di ciascuno di noi, alle “onde nere” che chi più chi meno tutti cii ritroviamo ad avere, e che spesso ci intrappolano, Questo fin quando non ci si rende conto che in fondo, la libertà e le capacità per uscirne fuori ci sono. Sta a ciascuno prenderne coscienza e farne buon uso, per se e per gli altri. L’assolo di Andrea simboleggia la libertà trovata o ritrovata. Per il resto, a voi la “libertà” (condizionata) di interpretare.
Ah, questi strabenedetti droni! Ma avete visto che belle immagini? No, non intendo i tatuaggi del  batterista Antonio Bianchina (anche se in realtà, è lo stesso Gianni Carboni a suonare “la batteria” sulla tastiera). Mi riferisco a quelle riprese dall’alto sulla nostra vasta e verdissima pineta, che i per nulla gentili e parecchio vigliacchi incendiari ce la preservino sempiterno. Amen
Si, magari, entrandoci in mezzo ti ritrovi una non poca manifestazione dell’imbecillità umana, tipo pneumatici, porzioni di eternit – tumoreggiante se ne respiri la poco innocente polverina -, scatolette di tonno – vuote, e certo – , colli “supplicanti” di bottiglie di plastica che emergono dal terreno, preservativi e fazzolettini – miseri rimasugli di fugaci incontri, amorosi o semplicemente…. carnali che siano stati –  e altre piacevoli sorpresine. Ma il drone, il generosissimo e modernissimo drone, queste cose non le vede, o fa finta di non vederle.
Ma adesso c’interessa la bella,buona e gradevolissima musica di Gianni&Andrea. Dell’altro ci sarà tempo per parlarne…..

Ultim’ora

Ed eccoli qui, tutti riuniti, accaldati ma sorridenti e quindi soddisfatti. In primo piano lui, Drone il Volante, superbamente inquietante (per me, dico, all’antica come sono…..) e l’intera equipe musicale, accompagnati da  graditi (spero) infiltrati, a posare “davanti ai suoi piedi”, anche se apparentemente sembra lui, l’inquietante Drone, ai piedi degli umani.

Ah, dove ci porterà questa straeancorastrabenedetta tecnologia!

 

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Gianni&Andrea. Le loro (e nostre!) “Onde Nere” e quello strabenedetto drone…ultima modifica: 2017-07-27T12:45:17+02:00da piero-murineddu
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