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AMMINISTRATIVE 2014 A SORSO – parte decima: Quale scuola a Sossu?

 

Francesca (Chischedda) Careddu

CHISCHEDDA

 
di Piero Murineddu
Due esperienze “scolastiche” recenti, riportate su “La Nuova”. La prima parla di zia Chischedda, una signora quasi centenaria che testardamente ha voluto fare l’iscrizione  al CTP, il Centro Territoriale Permanente  che a Nuoro cura l’istruzione elementare di adulti e immigrati.La seconda riguarda la ventenne di Uri Vittoria Masala, e Claudio Fara, 17 anni di Sennori, studenti all’ex ITAS di Sassari.
Avendo partecipato ad un progetto europeo dopo un tirocinio di tre settimane in Irlanda ed avendo dimostrato particolari capacità, hanno gia ricevuto una proposta di lavoro per il post diploma. Esentati da lu tràbanu della maggior parte dei giovani “non protetti”, insomma.
Zia Chischedda potrebbe rappresentare la forza e la tenacia che i nostri genitori hanno dimostrato nell’affrontare la vita, loro  e delle famiglie che hanno cresciuto, in mezzo ad innumerevoli privazioni dovute in parte alla mancanza  di scolarità, assoluta e spesso bassissima.    Cogliendo un’opportunità e ancora studenti, i due giovani si ritrovano ad avere la quasi certezza che per loro il lavoro non sarà un problema. Cosa rara nella nostra povera Italia e in Sardegna particolarmente, a meno che non si è parente di qualche politico influente o figlio di professionista di cui è solitamente e comodamente scontato prenderne il posto.
Il “pezzo di carta”,  nella corrente mentalità comune, è un qualcosa che ha scarsissimo valore perchè non è automatica l’entrata nel mondo della “produzione”.  Difficile dimostrare il contrario, ma intanto i due esempi dimostrano  quanto sia importante il desiderio della conoscenza, di apprendere, di acquisire strumenti culturali che permettano una maggior consapevolezza di noi stessi e della vita circostante.L’importanza di avere l’opportunità di “studiare” si coglie quando si raggiunge un’età sufficientemente matura, quando cioè si supera l’atteggiamento infantile di “doverlo” fare per forza, spesso controvoglia e per imposizione. Comprensibilmente, fin quando lo si fa con questo spirito, non se ne gusta il valore e non si gioisce nel procedere di nuove scoperte. Il desiderio della Conoscenza è anche quella forza che porta ad avere uno sguardo positivo e di fiducia davanti alla vita. E’ quell’atteggiamento che aiuta a non sentirsi subalterni a nessuno, a considerare l’approccio con gli altri un’occasione d’ incontro, e ogni incontro è una possibilità di crescita. E’ sicuramente fondamentale la visione che ciascuno ha del mondo e della considerazione che si ha degli altri, che possono essere dei compagni di viaggio o degli antagonisti che possono intralciare il nostro cammino. Secondo quale sia questo giudizio, tutto acquista un valore diverso.
Gli “strumenti della conoscenza” si possono perseguire quindi o per integrarsi ottimisticamente in un mondo che offre tante possibilità per “umanizzarci”  progressivamente, oppure, al contrario, per imporre più o meno violentemente la nostra visione, dove facilmente gli altri possono diventare fastidiosi intralci.
Rimanendo in ambito scolastico, è molto riduttivo vivere gli anni scolastici principalmente e ancor peggio esclusivamente finalizzati alla possibilità di entrare nel mondo della “produzione”, sia essa materiale o intellettuale. Gli anni di studio sono momenti di vita che hanno valore in se, in quanto,imparando a rapportarsi con gli altri, si ha l’opportunità di attuare quelle potenzialità che, chi più chi meno, ciascuno possiede. Da qui la necessità di creare quelle condizioni perchè ciò avvenga, specialmente durante la scuola primaria.
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Indubbiamente sono importanti le direttive nazionali, ma in Italia vi sono esperienze locali che, o per avere adottato intuizioni e metodi di grandi Educatori, o per la passione e la preparazione d’insegnanti presenti, hanno raggiunto un grado di alta eccellenza. Ecco allora che la scuola è veramente una Comunità educante, dove gli alunni e gli insegnanti sono felici di recarvisi la mattina per trascorrervi buona parte delle loro giornate, trovando e creando un clima di rispetto e di vera crescita reciproca.

 

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Mi chiedo quindi quale tipo di scuola hanno in mente coloro che si apprestano a governare Sorso.

Si limiteranno all’ordinaria amministrazione dell’esistente, o saranno portatori d’inaspettate novità? Avvieranno iniziative concrete per contrastare l’abbandono scolastico e per cercare di rimediare alle  troppe “devianze” giovanili? Che faranno per abbattere le ancora persistenti distanze e incomprensioni tra il mondo scolastico e quello familiare e sociale? Incentiveranno la collaborazione tra le agenzie educative presenti nel territorio, compreso il Centro di Aggregazione Sociale? Nel loro Programma si darà largo spazio  a questo aspetto così importante della vita sociale e culturale di Sorso? Si avrà l’intelligenza di affidare la  “delega” amministrativa a persona capace e preparata, interessata realmente a confrontarsi con altre realtà scolastiche, senza presunzione e con l’unico desiderio di migliorare la realtà scolastica di Sorso? E non per ultimo, avrà l’autorevolezza d’invitare gli insegnanti a non caricare di “compiti” a casa gli alunni, specialmente nei primi anni, in quanto il gioco e altre attività sono ugualmente importanti e occasioni di crescita umana e culturale? Chi vivrà vedrà.

 

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AMMINISTRATIVE 2014 A SORSO – Quale vita sociale a Sossu?

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di Piero Murineddu

Ma che fine ha fatto la “vita sociale “ a Sorso? Ma si ha ancora voglia di fare “vita sociale” e come la vorrebbero li sussinchi? Si sente il bisogno di coltivare relazioni sociali? Si ha ancora il desiderio di costruirne di nuove? Ipotizzando che la risposta sia affermativa, l’obiettivo sarebbe solo quello di dare risposta a quel bisogno innato di creare ponti coi propri simili, o ci potrebbe anche essere quel desiderio non sempre apertamente manifestato di “costruire” qualcosa di socialmente rilevante?

A volte, ci cercano altri coi quali condividere un interesse ed una passione comune e questa collaborazione dura fin quando si riesce a trovare sintonia nel modo di procedere. Fin qui la cosa è accettabile. Dalle nostre parti,però, la vita associativa sembra trovare spesso difficoltà a mettere le radici, e questo per una serie di motivazioni. Qualcuno si sente in grado di analizzarne le cause? E lo faccia, se ne ha voglia. Per quanto mi riguarda, devo ammettere che ultimamente voglia di coinvolgere il mio tempo con quello degli altri, specialmente intorno ad un progetto comune e con una struttura associativa , non me ne ritrovo in grande quantità. Preferisco spendere le mie limitate energie a coltivare rapporti individuali. Così facendo, mi sembra di prestare la necessaria attenzione che il mio interlocutore del momento merita di avere. Si, la “bellezza” dello stare bene in gruppo non voglio metterla in discussione. All’occasione non la disdegno, ma col tempo la mia soglia di “resistenza” sembra  affievolirsi sempre più. E’ probabile che la mia percezione della vita (umana) circostante abbia avuto delle modifiche. Anzi, sicuramente le ha avute e continua ad avercele.

Voglio ripensare a qualche episodio del mio “curriculum” sociale, e questo potrebbe avere qualche interesse per chi ha la pazienza di leggermi.

Sapete che a Sorso da vari anni esiste un Centro di Aggregazione Sociale. Ebbene, diversi anni fa, insieme ad un gruppo di famiglie con le quali si tentava di creare momenti nuovi e “diversi” di stare insieme, si era chiesto all’Autorità competente di poterne usufruire in alcune serate mensili e fuori dagli orari usuali. Specialmente nella stagione fredda, dare la possibilità di uscir fuori dall’intimità delle case private per stare insieme ad altre coppie, bambini, vecchi, vaggiani e vatii. Voleva essere un esperimento, appunto. Tutto da organizzare e regolamentare. L’uso di una struttura pubblica, gestita per alcune ore da un gruppo di cittadini che volontariamente volevano creare uno spazio per consentire alle famiglie di trovarsi insieme.

La nostra pretesa di “voler far le cose facili” era stata troncata sul nascere. Con “giuste e sensate” motivazioni, ci mancherebbe. Dell’idea in se, ad ogni modo, nessuno che non faceva parte del gruppo aveva colto il valore d’innovazione e di gratuità. Nessuno. Era inconcepibile, e continua ad esserlo, che dei cittadini possano decidere d’impiegare il proprio tempo per relazionarsi tra loro e con altri, con l’unico scopo di stare insieme, creando quindi un naturale “servizio” reciproco, servendosi di una struttura pubblica. Può avvenire e di fatto avviene all’interno di strutture parrocchiali e private, ma per gli edifici pubblici …..la musica cambia completamente.

Un’altra volta, sapendo di una sala condominiale di un edificio popolare utilizzata come deposito di bisgiasgiuri e cianfrusaglie varie, si era tentato di coinvolgere gli stessi condòmini per usarla come luogo di riunioni ed attività di diversa natura. In quell’occasione, ad opporsi erano state le stesse persone che ne avrebbero beneficiato, impauriti che degli estranei volessero impadronirsi di un loro spazio. Sicuramente c’era stata poco comunicazione reciproca ed insufficiente spiegazione degli obiettivi.

Difficilmente si è disposti a credere che qualcuno voglia fare qualcosa gratuitamente, senza un tornaconto, specialmente di tipo economico. La diffidenza il più delle volte prende il sopravvento, precludendo qualsiasi occasione per fare….passi avanti. In questo caso, privandosi della possibilità di migliorare la qualità della vita sociale.

Mancano le strutture pubbliche? Si operi per rimediare, dunque. Ma intanto, perchè non trovare il modo di usare quelle esistenti, in primo luogo le scuole? Negli anni della nostra adolescenza, l’esperienza del “Centro di Lettura” avviato e coordinato dal  maestro elementare Pietro Falesi, aveva dato molte opportunità ai tanti ragazzi che lo frequentavano. Chiedete agli ormai quasi sessantenni Giuseppe Muresu, Robero Mulas,Mario Peru, Quirico Demelas, Tore Piga, Gavino Franca, Ruggero Roggio e tanti altri, di parlarvene. Vedrete con quale calore e “passione” (anche perchè vi sono nati amori sfocciati in matrimoni!) ricorderanno quegli anni di convivenza e formazione, caratterizzati dalle svariate attività sportive e culturali avveru.  E’ immaginabile che qualche ispirato futuro amministratore si adoperi perchè nasca un’esperienza simile?

A questo proposito e collegandomi al periodo pre elettorale nel quale stiamo per immergerci, chiedo che tipo di “vita sociale” hanno “programmato” le ultime, penultime. terzultime amministrazioni civiche e quale “vita sociale” avranno in mente di incentivare coloro che si propongono di amministrare Sossu e li sussinchi. A Sorso operano diverse Associazioni, luoghi per eccellenza di “vita sociale”: come si ha intenzione d’incentivarne la collaborazione, magari prevedendo uso e gestione comune di Sedi e di strutture pubbliche? Inoltre, con la graduale trasformazione delle Province in “Città metropolitane”, i comuni limitrofi saranno “obbligati” a collaborare. Di ciò preso atto, come si ha intenzione di attuarla questa benedetta collaborazione e conseguentemente, per esempio, agevolare la “vita sociale” tra sussinchi e sinnaresi? O è ancora prematuro parlarne?

No alla corruzione, agli interessi di partito e ai “sepolcri imbiancati”

Udienza Generale di Papa Francesco

di Francesco Antonio Grana

No alla corruzione, agli interessi di partito e ai ‘dottori del dovere’ e ai ‘sepolcri imbiancati”. È durissimo il monito che Papa Francesco ha rivolto ai 492 parlamentari italiani che hanno partecipato alla Messa mattutina celebrata eccezionalmente all’altare della Cattedra della Basilica Vaticana.

Ad ascoltare le parole di Bergoglio anche i presidenti del Senato, Pietro Grasso, e della Camera, Laura Boldrini, accompagnati dai rispettivi segretari generali, 9 ministri, 19 sottosegretari, 3 parlamentari europei e 23 ex parlamentari. Molti dei quali arrivati in auto blu.

Tra i ministri erano presenti Angelino AlfanoMaria Elena BoschiStefania GianniniMaurizio LupiAndrea OrlandoMarianna Madia, Beatrice Lorenzin, Roberta Pinotti e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio.

Papa Francesco, non nuovo a richiami contro la corruzione, ha sottolineato che al tempo di Gesù c’era una classe dirigente che si era allontanata dal popolo, lo aveva abbandonato, incapace di altro se non di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione. “Dominavano soltanto interessi di partito e lotte interne”, ha ricordato Bergoglio.

“Il cuore di questa gente, di questo gruppetto – ha affermato il Papa – con il tempo si era indurito tanto che era impossibile sentire la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. E’ tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore, sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù, con la sua semplicità ma con la forza di Dio, dava loro fastidio”.

Papa Francesco ha spiegato ai parlamentari italiani presenti alla Messa che queste persone “hanno sbagliato strada. Hanno fatto resistenza alla salvezza di amore del Signore e così sono scivolati dalla fede, da una teologia di fede a una teologia del dovere. Hanno rifiutato l’amore del Signore e questo rifiuto ha fatto di loro che fossero su una strada che non era quella della dialettica della libertà che offriva il Signore, ma quella della logica della necessità, dove non c’è posto per il Signore. Nella dialettica della libertà c’è il Signore buono, che ci ama tanto! Invece, nella logica della necessità non c’è posto per Dio: si deve fare. Sono diventati – ha aggiunto Francesco – ‘comportamentali’. Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini che Gesù chiama ‘sepolcri imbiancati’”.

L’invito del Papa ai parlamentari italiani è dunque quello di non diventare “dotti del dovere” e a vivere intensamente questo cammino quaresimale di conversione. “In questa strada della Quaresima – è stato l’appello finale di Francesco – ci farà bene, a tutti noi, pensare a questo invito del Signore all’amore, a questa dialettica della libertà dove c’è l’amore, e domandarci, tutti: ‘Ma, io sono su questa strada? Ho il pericolo di giustificarmi e andare per un’altra strada?’. Una strada congiunturale, perché non porta a nessuna promessa. E preghiamo il Signore – ha concluso Bergoglio la sua omelia – che ci dia la grazia di andare sempre per la strada della salvezza, di aprirci alla salvezza che soltanto viene da Dio, dalla fede, non da quello che proponevano questi ‘dottori del dovere’, che avevano perso la fede a reggevano il popolo con questa teologia pastorale del dovere”.

Amministrative 2014 – “SORSO DOMANDA E SI CONFRONTA” 2009 – quarta ed ultima parte: SEDUTOERAESEDUTOERIMASTO

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 di Piero Murineddu

A.D. 2009. Anno ricco e produttivo per me e la mia famiglia, seppur iniziato con una sindrome influenzale tantopercambiare:alcune lineette di febbre sufficienti a mandarmi a kappao per diversi giorni, impedendomi di uscire a la brazzetta con la mia amata mugliera Gioà. Le innumerevoli visite ortopediche di quell’anno lì mi hanno ricordato il tempo che implacabilmente passa e che colpisce specialmente all’ossi, e quindi visita&rivisita a lu pedi, a lu ginocci, a l’ischina, e se non rammento male, puru a lu brazzu. Oiaoiaoia!E’ stato anche l’anno in cui la Pierangela dottoressa mi ha annunciato solennemente che quella “malattia famosa” – maradettasiachissamaraddiabrutota! – , praticamente aveva ritratto le unghie e dismesso le vesti del lupo cattivo. Si, continuava a stare rannicchiata buona buona nel suo cantuccio, ma di nuocere non ne voleva più sentir parlare. Con l’amico Mulasa abbiamo anche realizzato nella mia campagnetta un  rustichino barbicue, che avendone constatato da lì a poco la striminzitezza, la sera stessa, con Gioà che mi faceva da manovalessa e un vento che voleva sradicare quel prezioso fico piantato da mia madre, parettacazzinamaltheddhuebarrettudigiornaleincabbu, trabagliendi parìu un dimoniu isciddu da li caddeni, ma la sera tardimamoooltotardi, l’opera era conclusa:uno spazioso e capiente barbicue chisiluvidìamefraddeddhu frabbigamuru, l’avrebbe subito buttato giù e rifatto ex novo. Ma si sa, i fratelli più grandi sono sempre invidiosi delle prodezze altrui! Quell’anno, il mio figliolo Giuseppe era partito in cuntinenti pà isthudià cumenti funziona lu zeibbeddhu (me figliò, cosa voi chi ti digghia? Anda innòra bona e Deu t’accumpagnia). Mia figlia Marta supera benissimo l’esame di terza media e si butta senza esitazione nella gazzarra adolescenziale delle superiori a Sassari, con quei viaggi avventurosi in treni del millenovecentoefruscia.

Tante altre cose hanno caratterizzato quel 2009, ma in particolare (ma non per questo più importante delle altre), l’organizzazione del confronto tra i candidati in vista delle elezioni a Sossu. In

http://pieromurineddu.myblog.it/2014/03/17/amministrative-2009-sorso-domanda-si-confronta/

ho già descritto e analizzato tutti i contorni di quel tentativo di fare qualcosa di diverso, dimostrando così un pochetto di partecipazione attiva alla vita politica del paesotto sussincu, ma proprio nei giorni scorsi ho ripensato ad alcuni fatterelli finora sconosciuti ai più. Li porgo alla vostra attenzione.

 

La lista di Centrodestra era diffidente riguardo all’iniziativa, specialmente per la mia presenza, che secondo loro, li avrebbe nuociuto. Fino ad allora, per probabile “vicinanza” politica, c’era venuto istintivo dividerci i compiti: io avrei curato i contatti col Centrosinistra, Agostino Pinna col Centrodestra. I maggiorenti della lista che di li a poco avrebbe governato Sorso per ben cinque anni, iniziavano a scalpitare, condizionando la loro partecipazione ad un mio passo indietro. E no, cacione di cabaddhu! Non si poteva accettare un ricatto simile! Ho deciso allora di trovarmi direttamente con loro, più precisamente col candidato sindaco, per spiegare che pur avendo le mie idee politiche, in quella occasione il mio atteggiamento sarebbe stato al di sopra delle parti. L’appuntamento viene fissato per il 25 maggio, alle 15, nella sede che allora ospitava un gruppo di mutuoaiuto, nell’attuale Piazza Bonfigli. Arrivati in anticipo, aspettiamo con un pizzichettino di trepidazione. Quando l’orologio di Santu Pantareu ci conferma le tre pomeridiane, ancora nessuno all’orizzone. Aspettiamo, pensando che l’interlocutore fosse stato bloccato da qualche contrattempo. Dopo un’abbondante mezz’ora, Agostino decide di chiamare il Morghen, sentendosi rispondere che loro (loro?) erano nella sede di “Forza Italia”, al numero 63 di Corso V.Emanuele. Girato l’angolo, insomma. Con un po’ di comprensibile disappunto, anche perchè nessuno si era preoccupato di avvisarci, ci presentiamo al portone della casa “nobiliare” maguardaunpochesedesisonscelti. Entrati nella sala, veniamo cordialmente salutati da tre dei presenti.Oltre lo stesso Giuseppe Morghen, vi sono Fabrizio Demelas e Angelo Spanu, neo alleati chelorocelosaprebberodireilperchè, dopo una precedente esperienza governativa insieme al Centrosinistra. E’ presente anche il da poco eletto consigliere regionale, che Sedutoeraesedutoèrimasto. Facilitato dal carattere quasi sempre disponibile ad andare oltre eventuali fratture interpersonali, mi faccio avanti per salutarlo. Come reazione, il Sedutoeraesedutoèrimasto dice che “prima di salutarsi bisogna presentarsi”, provocando in me e negli altri presenti un sorpreso sorrisino sdrammatizzante.

Bisogna sapere che con Sedutoeraesedutoèrimasto siamo stati soci della Cooperativa edilizia che ci ha permesso di avere una casa di proprietà dopo anni e anni di sacrifici e rinunce, per cui ci si conosceva eccome. Certo, qualche tempo prima era successo un fatterello che aveva inclinato i nostri rapporti echesequalcunomelochiedeglieneparlo, ma in questa occasione era chiaro lo sgarbo di mancata accoglienza verso degli ospiti che erano stati costretti ad andare nella loro “casa”. Non mi aspettavo certo the&pasticcini, ma un po’ di educazione si. Constatata l’atmosfera leggermente pesantuccia, chiedo a Morghen Pepponepergliamici di poter parlare a quattrocchi, cosa che non ha difficoltà ad accettare. Trovatomi da solo con lui, gli spiego le motivazioni dell’iniziativa, e che non avevano niente da temere da me, anche perchè il mio impegno sarebbe stato di porgere le domande fatte dai cittadini, senza malizia e trabocchetto alcuno da parte del sottoscritto. E dopo, cosa potevano temere da un esserino innocuo come me? Il candidato sindaco mi risponde che nel mio “piccolo”, anche io potevo nuocere, o qualcosa di simile. Persistendo la diffidenza nei nostri confronti e nei confronti di qualsiasi cosa potesse intralciare la marcia verso la sicura vittoria, chiede che ci fosse la presenza di un loro “garante” durante lo spoglio delle domande. La proposta, evidentemente concordata coi suoi, mi crea non poche perplessità, ma tuttavia accetto. Fatto rientro nella sala, grazie all’amico Agostino e al suo spirito di amicone, troviamo un’atmosfera più distesa. Dopo qualche scambio amichevole, specialmente col figliodelpadre Demelas, amici da quando capelloni strimpellavamo insieme la chitarrina ore su ore, il Sedutoeraesedutoèrimasto avanza qualche dubbio sulla capacità della gente di porre domande Attinenti&Competenti, provocando in me un segreto moto d’indignazione che se fossi stato fuori da quel contesto si sarebbe manifestato con meno diplomazia e meno grazia. Con inaspettata (per me) calma e fermezza, rispondo che chi si candidava per chiedere la fiducia ad altri per governarli, aveva il dovere di dare risposte, anche a chi, per bassa scolarità achiabiadubuddutribburàdaminori come per esempio mia madre, non parlava bene l’italiano e non sapeva esprimere alti concetti.Il Sedutoeraesedutoèrimasto è poco convinto della mia risposta, a differenza però degli altri presenti, cosa che a me consola. Saruddu e triggu e avvidezzi sani.

 

Il loro “garante” sarebbe stato tal Piero Ruzzettu, mentre per il Centrosinistra, pur considerando negativamente questa persistente diffidenza nei confronti di chi voleva organizzare in modo disinteressato una manifestazione civile e democratica, dopo essersi consultati, avevano deciso di coinvolgere il baffuto e “antipatico” (allora,oggi simpaticissimo) Leo Spanu cheguaiachiamarloleandro. In una delle riunioni organizzative, Antonio Fini non accetta di buon grado questa possibile manomissione delle domande da parte di queste strane figure dei “garanti”, ma la sua presenza e di altri due componenti dell’organizzazione durante lo spoglio dei quesiti avrebbe evitato qualunque rischio.

Dopo qualche rinvio dovuto sopratutto al maltempo, finalmente arriva il giorno stabilito, 3 giugno. Tutto il pomeriggio ci massacriamo di fatica per le ultime rifiniture, oltre che per posizionare tende, tavoli e sedie. Intorno alle 18, un’ora e mezza prima dell’inizio, si presenta “il garante” dell’opposizione, che stranamente, in un primo momento evita di interloquire con me. Non tardo a capirne il motivo: condizione della loro partecipazione, era porre la domanda del presunto Programma elettorale copiato dalla locale lista di Centrosinistra da quello di Pisa. Da giorni l’argomento era sulla bocca di molti, ed aveva trovato anche eccessivo spazio in un confronto televisivo tra i due candidati. Dapprima, avendo noi voluto una serata all’insegna del rispetto reciproco e civile, la cosa ci ha indispettiti, specialmente per il tono da ultimatum della richiesta fatta. Era chiara l’intenzione di ridicolizzare gli avversari per la mancata accortezza di “copiare” solo alcuni passaggi del Programma della località toscana, realizzabili anche a Sorso, ed escludendone altri tipici di una città universitaria qual’è Pisa. Prima di dare una risposta, insieme ad Agostino, col quale iniziava ad esserci qualche divergenza per il modo di porsi non perfettamente in sintonia, ci siamo precipitati a casa della coalizione avversaria, la quale, non avendo alternativa, si è dovuta adattare.

Lo svolgimento della serata meriterebbe ulteriore analisi, ma credo che basti quanto detto. Ognuno tragga le sue conclusioni, e nel caso lo ritenesse opportuno, me le faccia conoscere, anche attraverso email       piero.murineddu@libero.it

Di seguito, il numero di protocollo delle domande depositate in Comune e a cui nessuno ha mai dato risposta. Le trovate qui

http://pieromurineddu.myblog.it/2014/03/23/amministrative-2009-sorso-domande-dei-cittadini/

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Amministrative 2014 a Sorso – “SORSO DOMANDA E SI CONFRONTA” 2009 – parte terza: Domande dei cittadini

di Piero Murineddu

Come preannunciato, di seguito vengono pubblicare le domande pervenute in occasione dell’iniziativa “Sorso domanda e si confronta“, del 2009.  I quesiti erano stati raccolti  attraverso un apposito indirizzo elettronico e piccoli raccoglitori reperibili in diversi esercizi commerciali. Inevitabilmente, molti cittadini non hanno colto l’occasione di conoscere le intenzioni di chi voleva amministrarli, e molti di quelli che l’hanno fatto, si son limitati a scrivere banalità senza alcuna importanza.  L’elenco di seguito raccoglie le più significative.  In vista della serata di confronto tra i due schieramenti guidati dalla Foddai e da Morghen, le domande erano state sintetizzate per temi, e secondo il metodo deciso dagli organizzatori, poste ad entrambi. Un solo dei componenti le due liste poteva rispondere,, ma per lo più se n’è fatto carico il candidato sindaco.

Dove non indicato, la domanda è anonima.

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                             Elenco delle domande – proposte

 

1.Che progetti avete per garantire la connettività ai cittadini ( connettività gratuita con tecnologia WI-MAX). L’informazione è il primo passo per uscire dall’ignoranza. Francesco- ingegnere neo laureato

2.Mancano cinema,teatro,aree attrezzate per le famiglie. Manca la cultura di una politica seria

3.Per alleviare la fame di abitazioni a prezzi equi, non potrebbe il comune acquistare case fatiscenti e inutilizzate nel centro storico, ristrutturarle e renderle fruibili a soggetti o famiglie svantaggiate? Anna S.

4.Cosa intendete fare di Maiori?

5.Sorso non è più lo stesso. Nei tempi di prima andava tutto meglio. Gente che lavora in comune con lo stipendio in tasca senza fare niente……

6.Perché non si riesce a valorizzare il nostro litorale? Perché le poche strutture che ci sono, risultano prive di servizi primari e di discese per i diversamente abili? Salvatore Mulas- 34 anni operaio

7.Vorrei chiedere ai due candidati sindaci un reale aiuto ai lavoratori del Petrolchimico, sempre più in crisi e con la reale prospettiva di licenziamento. Unione con gli altri comuni limitrofi e possibili alternative di lavoro. Lavoratore del Petrolchimico 29 anni

8.Si parla sempre di Sorso come paese turistico, ma di tale caratteristica viene preso in considerazione solo il nome. Sarebbe il caso di definire meglio le leggi da questo punto di vista. Si mettono i limiti ai locali cittadini e poi vi lamentate che i giovani escono fuori, per non parlare delle strutture ricettive che sono sempre le ultime ad aprire in tutta Italia. Se proprio volete salvare la costa, fate sempre il possibile per non fare privatizzare le spiagge. Smettiamola di pensare in piccolo. Sorso è una grande cittadina e deve pensare in grande. Gare d’appalto solo alle Ditte del posto, piccole o grandi che siano, in maniera da far lavorare i cittadini. Puntare ad una super costruzione al lido Iride e lavorare con tour operator nazionali direttamente dalle linee comunali. Accordi tra operatori di vini per la produzione quantitativa e all’esporto (esempio Tavernello) e non pensando al nostro orgoglio che il vino di Sorso è il più buono, quando poi non lo valorizziamo. Amante del proprio paese che non sopporta di vedere Sorso così in basso

9.Vorrei chiedere se hanno intenzione di occuparsi del nostro litorale e dare la possibilità a chi ha intenzione d’investire di far si che nascano servizi e strutture nelle varie discese al mare, o se ancora c’è da cementificare Giorra.

10.Per l’onorevole Peru. Come risolvere il problema del lido Iride. È una risorsa per il nostro territorio.

11.Vorrei che il comune acquistasse le case pericolanti in via Cottoni per fare un’area verde visto che al centro del paese abbiamo solo cemento e per valorizzare anche questa via priva di verde. Roggio Antonello 23 anni

12.Come si immagina il recupero del vecchio lavatoio e se questo fa parte dei programmi, oltre la cura e la valorizzazione di altri siti significativi. A questo proposito è prevedibile l’apertura della Billellera già da questa estate? Franco 53 anni

13.Guardando il territorio di Sorso che è immenso, cosa volete fare? Mi risponda ma senza retorica.

14.Valorizzazione dei siti archeologici della nostra cittadina

15.per l’on. Peru. Hai parlato tanto di riconversione delle volumetrie della fascia costiera. Come pensi di convincere i proprietari a cambiare destinazione da civile abitazione a ricettivo alberghiero? E per l’albergo diffuso, cosa pensi di fare?

16.Qual è la vostra soluzione per lo sviluppo della fascia costiera?

17. Vorrei sapere dal candidato M.Antonietta Foddai la situazione del camping “Li nibari” : si vende o un’altra proroga? Saluti Giorgio Pinna barista

18.Cosa pensate di fare per valorizzare il nostro territorio e dare finalmente lavoro ai giovani, invece di andare a fare le stagioni e chiedere sempre lavoro fuori? Meglio il lavoro nel nostro territorio.

19.Vedo nella lista del PD poche persone in grado di amministrarci, quindi chiedo alla Foddai e ai candidati che cosa pensate di fare per il nostro territorio, vista la vostra scarsa esperienza.

20.per l’on. Peru. Cosa ne volete fate del patrimonio recettivo comunale? ( Oltremare, Pinetina, Li Nibari, Canguri, Centro Commerciale…)

21.Sul sito del Comune potreste rendere visibili in tempo reale le sedute del Consiglio. Questo per avere una maggiore partecipazione da parte dei cittadini, ed anche esporvi a giuste critiche costruttive, oltre che ad approvazioni. Francesco neo laureato

22.Perché i giovani di Sorso non riescono ad avere un lavoro e devono per forza emigrare? Non offrite niente, perciò io non voto.

23.Cosa pensate per fare un possibile passatempo per gli anziani. Perché non vi decidete a fare un campetto di bocce? Rosario 79 anni

24.Propongo di ripristinare in P.zza Marginesu la fontana con zampillo. Era bellissima e rallegrava il centro con gli spruzzi che cambiavano colore, mentre il monumento ai caduti proporrei fosse spostato in un contesto più adeguato quale la P.zza Garibaldi, nei pressi della lapide per il giusto ricordo. Siamo gia tristi per tanti problemi quotidiani e vedere tutti i giorni quella sorta di tomba certo non fa venire il buonumore. Proporrei anche di abbellire la strada Sorso-Marina, eliminando tutte quelle piante nelle aiuole e sostituendole con le palme, più adatte in zone di mare. Se per le casse comunali è un problema l’acquisto di nuove piante, contattatemi, qualunque sia la nuova Amministrazione. Nali Maria Paola 51 anni commerciante

25.Al candidato Morghen. Visto che è alla provincia e veramente non abbiamo avuto nessuna risposta da parte sua in nessun senso, cosa vuole fare per Sorso?

26.Oltre l’Albergo diffuso, avete delle idee affinché anche Sorso città, e non solo la costa o le seconde case, abbiano dei giovamenti dallo sviluppo turistico? Paola 49 anni

27.C’è speranza che si curino le strade di penetrazione agraria e s’impediscano con severità le discariche abusive?

28.Che cosa intendete fare perché i bambini possano trovare dei giochi nel giardino di via Marina?

29.Quante persone bisogna ancora sistemare prima di occuparsi del nostro paese?

30.Quali idee hanno i candidati riguardo al problema della droga sempre più il casino che ha fatto? Cosa si aspetta da noi cittadini dopo questi 4 anni di zero assoluto? Le strade fanno schifo, ci sono buche da oltre un anno. Ma voi dove pasate? Antonio Spanu – muratore

44.Senza strada a monte Colombu. Nicoletta e Antonella 17 anni

45.Volevo sapere se è fattibile prendere come provvedimento prioritario il rifacimento del manto stradale della nostra cittadina. Francesco, ingegnere neo laureato

46.Abbiamo 18 km di spiaggia, ma perché non riusciamo ad averne un metro pulito?

47.Spero che la prima cosa che la nuova giunta abbia la voglia di fare sia il manto stradale di fronte al cimitero. Sono anno che è in quello stato.

48.Abemmu dizzottu chilometri d’ippiaggia. Ma pagosa la purizia la vedi a ottobre e no a maggio?

49.per Foddai: Qual è il punto che vi sta più a cuore nel vostro programma e in che modo pensate di realizzarlo e finanziarlo?

50.Perché dovrei andare a Votare? Per regalare una poltrona ai candidati di turno o perché vogliono mettersi al servizio di noi cittadini?Rispondetemi per favore Giovanna Maria

51.Quali sono secondo voi le differenze fondamentali tra il centro sinistra e il centro destra?

52.Cosa intendete fare per rendere trasparenti le assunzioni e i conferimenti d’incarico presso la Romangia SRL, i Servizi Sociali, il Centro d’aggregazione ecc..? In base a quali titoli di merito verranno effettuate le nomine a presidente della Romangia SRL e Fondazione Carta? Grazie fin d’ora per la cortese risposta. 31 anni – dipendente regionale

53.Vorrei che finalmente si valorizzasse il Centro: più parcheggi,aperture prolungate ai bar. I turisti non sanno dove andare alle 14,00 per prendere un aperitivo. Imitate il sig Santoni per i posteggi vicino a casa sua…e via Barione, C.Emanuele non si possono fare?

54.Io credo che ci si metta in politica per un proprio tornaconto. Vorrei chiedere ai futuri amministratori ed eletti di prendersi l’impegno pubblico di non sistemare nessun familiare durante il loro mandato. Pietro 33 anni

 

55.Per i cittadini di Sorso è importante sapere se le due coalizioni che si presentano alle elezioni hanno un programma pensato da loro per il loro territorio, oppure un programma copiato che non può essere realizzato. Spiegateci la vostra posizione.

56.Sto cercando un lavoro. Dove l’avete nascosto? Uno che cerca asparagi

57.Al di fuori delle spese correnti (stipendi ai dipendenti ecc), come pensate di spendere in ordine d’importanza le entrate ottenute con le tasse comunali? Giuseppe

58.Ditemi perché dite d’avere copiato il programma

59.Tutti bravi! Per voi

60.Vogliamo capire se è vero che avete copiato il programma, come sostengono i vostri avversari

61.Vorrei sapere se vi siete candidati per motivazioni nobili e per il bene del nostro comune…oppure  semplicemente per prendervi lo stipendio?

62.vorrei sapere come mai continuate a dire che i vostri programmi sono copiati

63. Vorrei che finalmente ci fosse una Giunta di competenti e che ci sia libertà di parola con i cittadini.

64. Vorrei sapere dalle liste come mai dicono agli avversari di avere copiato il programma elettorale

65. E’ vero che avete copiato il programma?

66. Mi vergogno come sorsese. Sorso, il paese dimenticato dal tempo. Prendete esempio da Lu Bagnu, Castelsardo, Alghero. I ragazzi non hanno nessun divertimento.  Vergognatevi!

67. Gentili candidati, con quale criterio è stata formata la lista della coalizione e in prospettiva la squadra per governare Sorso?  Pinna Leo

68. Dal punto di vista morale, volevo sapere se voi tutti siete consapevoli di rappresentare un costo per la comunità, e quindi come vi ponete di fronte a  questa  prospettiva. Francesco ingegnere neo laureato

69. Entrambi gli schieramenti sostengono che gli avversari hanno copiato il programma. Spiegateci il perché.

70. Perché dite che il programma è copiato?

71. Datemi un lavoro! Ivan

72. Per l’on, Peru Continuerete a far pagare la tassa di soggiorno?

73. Siete tutti uguali, destra e sinistra. Io muoio di fame. Pilo Maria Pina, disoccupata

74. Un bacio a tutti i candidati

75. Il proseguimento di via Sardegna verso Sennori è ormai una strada molto trafficata da automobili e da pedoni e, soprattutto di notte, è molto pericolosa per i ragazzi che la percorrono in moto e a piedi. E’ vostra intenzione illuminarla e renderla più sicura? Inoltre, dato che in parte tale strada ricade nel territorio di Sennori, credo che questa potrebbe essere un’occasione e opportunità per lavorare sinergicamente con un comune vicino. Paola 22 anni studentessa

76. Io chiederei solo un po’ di serietà da entrambe le coalizioni per il bene dei cittadini

77. Come vedono la presenza degli immigrati nella nostra città e come si pensa di aiutarne l’integrazione? Francesco

78. Vorrei conoscere le politiche sociali ed economiche dei due schieramenti. Cosa vogliono fare per salvaguardare il territorio e le politiche d’incentivazione sul turismo e rinascita del litorale di Sorso. Antonello 47 anni dip. ASL 1

79. Ho bisogno di un lavoro a tempo indeterminato. Chi garantisce? Che possibilità ci sono? Claudia, Gianna, Laura e Francesca

80. Qual è il vostro programma per gli anziani i poveri e i disabili. Quali sono i servizi che metterete a disposizione per loro?

81. Quali sono le intenzioni dei futuri amministratori riguardo all’assistenza agli inabili e specialmente verso gli anziani? Mario

82. Come si prevede di valorizzare l’esperienza e le capacità delle persone anziane, superando la semplice idea di assistenza? Tore 42 anni

83. Perché in una città come Sorso non esiste una società sportiva per persone diversamente abili? Francesco Spissu 72 anni pensionato

84. Sarebbe possibile istituire un servizio di infermeria nelle scuole, in modo tale da poter intervenire subito in caso di lievi infortuni e malori?

85. Si può fare qualcosa per far partecipare più frequentemente i cittadini a qualche consiglio comunale?

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Qualche settimana dopo l’evento, tutta la documentazione era stata fatta pervenire al Consiglio Comunale attraverso l’Ufficio Protocollo, con l’auspicio che gli interessati decidessero tempi e luoghi per dare risposte particolareggiate a ciascun quesito.  L’invito era pressoché caduto nel vuoto, a parte qualche isolata eccezione.   

 

A seguire, alcune particolareggiate descrizioni di fatti accaduti nelle fasi preparatorie all’evento

 

 

Amministrative 2014 a Sorso – “SORSO DOMANDA E SI CONFRONTA” seconda parte – Introduzione alla serata del 3 giugno 2009

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Introduzione alla serata dei due conduttori

 

Primo intervento

Un saluto a tutti i convenuti. Qualche tempo fa alcuni amici mi hanno contattato per dare una mano a mettere su questa iniziativa. Dopo un po’ di resistenza, ho accettato, anche per superare la mia comodità. Sono una persona qualsiasi come ciascuno di voi, e ciascuno di voi potrebbe essere qui al posto di noi due. Ringraziamo i candidati per aver accettato il nostro invito. Un ringraziamento particolare a tutto il pubblico perché crediamo che con la vostra presenza vogliate esprimere una volontà di partecipazione più attiva di quanto solitamente avviene, forse perché si continua a pensare che dalla politica conviene starne alla larga, che chi si mette in politica è per cercare un proprio tornaconto personale e familiare, perché si pensa che sia tutto un ripugnante “magna magna”.  Sarebbe cosa sterile se il movente che vi ha fatto decidere ad essere presenti stasera fosse quello di assistere ad un’arena dove ci si azzanna senza esclusione di colpi e dove prevale il più muscoloso e il più scaltro. Il nostro impegno è stato e vuole essere quello di permettere un confronto di idee sereno e pacato. Con le regole accettate e sottoscritte da entrambi gli schieramenti è possibile realizzare questo momento di civiltà.Abbiamo voluto farci strumento della cittadinanza per porre coloro che si candidano a governarla davanti a interrogativi ben precisi che riguardano la vita quotidiana di ciascuno. Il nostro è stato il desiderio di dare un contributo in più perché la decisione dell’elettorato sia il più possibile consapevole e matura. Non ci basta più l’invasione di santini sorridenti e saluti per la strada fino a poco tempo prima inaspettati. Non siamo più disposti a barattare la nostra dignità. Le parole non ci bastano più. Vogliamo obbligare coloro che decidono di rappresentarci ad avere come unico scopo del loro operato la realizzazione del bene comune, realizzando fatti concreti. E ancora. Stiamo prendendo coscienza dei limiti della cosiddetta Democrazia rappresentativa. Vediamo maturare sempre più i tempi della realizzazione di una concreta Democrazia Partecipativa, sperimentata da tempo in diverse amministrazioni pubbliche. Vogliamo che le reali richieste delle persone abbiano priorità nelle sedi decisionali. Quando la gente s’incontra e dialoga è sempre una festa e stasera la vogliamo considerare un’occasione di festa. Ecco perché vi abbiamo accolti con della musica. Il tempo del lutto inizia quando non c’è più possibilità di incontrarsi per esprimere le proprie idee liberamente e democraticamente. Crediamo nella necessità dell’ascolto reciproco e dell’accoglienza del diverso, sia di cultura e sia di posizione ideologica.

Evidenti o meno, l’altro ha delle risorse che possono arricchirci, seppure nella diversità di agire, di pensare e di porsi davanti alle cose. Tutti hanno diritto di manifestare le proprie idee e la propria visione della vita e nessuno si può arrogarsi il diritto d’impedirglielo.

Pensiamo profondamente che la Politica sia il luogo dove si possa esprimere questa libertà che contraddistingue gli esseri pensanti. Spesso constatiamo invece che la politica è lo scontro preconcetto, il volere imporre la propria visione agli altri, con mezzi a volte anche illeciti. Stasera vogliamo dare un piccolo contributo per tentare di progredire nella capacità di ascoltare e di proporre idee, naturalmente non idee elaborate freddamente a tavolino, ma che siano espressione del desiderio di migliorare la nostra cittadina e la nostra convivenza. Crediamo che non sia più tempo di dare deleghe in bianco a nessuno perché decida del nostro presente e del nostro futuro. E’ tempo che tutti prendiamo il coraggio in mano e ci risvegliamo dal torpore culturale in cui ci siamo comodamente immersi. E’ necessario e urgente che riacquistiamo passione e interesse per la vita sociale. In ciascuno c’è un piccolo potere che messo insieme ad altri può realizzare cose grandi. Se si realizza questa partecipazione, forse potremo iniziare a dire che siamo contenti e orgogliosi di appartenere a questa comunità, e magari non sentiremo più i nostri figli lamentarsi e col desiderio di scappare altrove per realizzare i loro legittimi desideri.

(Piero Murineddu) 

 

 

 

Secondo  intervento

Non si fa altro ormai che respirare una politica fatta di contrapposizioni, litigi, diffamazioni: di malgoverno. Gli schieramenti politici di tutto il circuito nazionale sono troppo impegnati a screditarsi a vicenda e intanto il sistema amministrativo dei comuni va a rotoli. Da ciò non è stato certamente risparmiato il nostro comune che ha visto addirittura attribuirsi un commissario straordinario.

Insieme ad alcuni amici si siamo detti che qualcuno forse doveva vergognarsi, ma siccome nessuna ha presentato dichiarazione di colpa, allora ce ne siamo vergognati noi.Ci siamo vergognati principalmente di non essere stati elettori attenti, ci siamo vergognati di aver lasciato che gli interessi di pochi pregiudicassero il bene della collettività, ci siamo vergognati davanti ai nostri figli perché anche questa volta i loro quesiti sono rimasti evasi. Ci siamo fatti promotori di questo Confronto perché vogliamo che ogni singolo voto abbia valore,perché è nostro desiderio che ognuno di noi sia padrone del proprio voto e che ogni singola persona abbia la giusta considerazione sempre e non soltanto durante le elezioni. Tra i cittadini è comune l’idea che si viene cercati esclusivamente durante le elezioni.Poi? Niente di niente. La comunicazione s’interrompe completamente. Nel periodo di propaganda elettorale  tutto è possibile, si possono realizzare opere anche “in mezzo alle nuvole”. Appena passate le elezioni subentra l’incertezza e ogni prospettiva di benessere si dissolve in fumo. Abbiate pazienza!Siamo stanchi! Siamo stanchi di essere presi in giro. e attenzione: con l’essere stufi di esser presi in giro noi pensiamo di rendere un servizio alle parti scese in campo con l’intento di amministrare per i prossimi cinque anni la nostra cittadina. Pensiamo di procurare un servizio perché se vogliamo che i candidati vivano il loro mandato con serietà e con responsabilità, noi tutti questa sera vogliamo essere i primi a dare esempio di consapevole Vigilanza

 (Agostino Pinna)

 

  risultati

 A seguire. tutte le domande raccolte dai cittadini, la cui sintesi è stata presentata durante la serata di confronto svoltasi il 3 giugno 2009

Amministrative 2014 a Sorso – Elogio dell’ ” OPPOSIZIONE”

 

partecipa

di Piero Murineddu

La “Partecipazione Attiva” della gente in politica, ovvero, la Grande Assente. La “Delega” istituzionalizzata ha sollevato i cittadini dall’onere di prendere decisioni per la loro vita personale, familiare, sociale, nazionale. L’antica cultura greca, insieme a tante altre cose, aveva  creato forme di democrazia diretta. Col tempo, “complice” anche lo sviluppo delle concentrazioni abitative, le Assemblee decisionali hanno dovuto lasciare il posto a diverse forme di delega e di rappresentatività. Da qui, conoscendo la tendenza umana di prevalere l’uno sugli altri e affinare quell’arte perversa di mirarsiconocchiovogliosoquella partedelcorpoarrotondataconunbucochesicollegaallinterorganismo,  iniziano gli inevitabili problemi. Ci sarebbero le regole, quelle santissime “Regole” che se rispettate servirebbero  a rendere la nostra convivenza meno da “giungla” (chiedendo scusa alle bestie, perchè loro non hanno malizia come gli umani e seguono semplicemente leggi naturali), ma anche le regole si finisce col farle non secondo principi d’uguaglianza, ma secondo altre di comodità, e allora vediamo (e sopratutto subiamo) gli scempi che distruggono e scompigliano la pax sociale. Che fare allora? Una sola cosa:

rimettere le pantofole profumate nell’armadietto, spegnere quell’elettrodomestico parlante che ti frulla il cervello, infilare gli scarponi legandosi bene i lacci, fare un fischio al vicino, trascinare giu dalla poltrona l’amico scoraggiato, andare nella piazza principale e gridare con decisione e senza ritegno:

                                “Embè, che caspiterina vogliamo fare?”

                                             AISCIDDAZZILUSONNUSIA !!

 Alleanze elettorali per sconfiggere l’Invincibile sifaperdire Arma da guerra “Prifèruvota” non se ne vogliono o possono fare (per regolamento, perchè gli altri non ci stanno, perchè è difficile trovare punti programmatici comuni, perchè quelli sono comunisti, perchè gli altri sono “teleguidati” da Genova, perchè quell’altro si vuole solo rifare di un torto subìto, perchè ormai le liste sono gia fatte e non c’è più tempo di organizzarsi, perchèquellochevolete….). Va bene va bene va bene …. Boh! Basthagussì !

Allora. Dico chiaramente che si può far benissimo buona politica stando all’opposizione, ma che sia un’opposizione fatta con impegno e con intelligenza. La funzione dell’opposizione è principalmente quella di controllare come vengono spesi i pubblici denari, è quella di tenere costantemente informata la popolazione di che caspiterina stanno combinando i governanti, è quella di farsi portavoce di che caspiterina vuole la gente, è quella di creare quelle caspiterine di assemblee pubbliche per far partecipare la gente chediparteciparenonnehapropriogana.

democrazia_diretta

Ma sapete che vi dico? Mi sto quasi convincendo che stare all’opposizione è molto più importante e costruttivo del governare.

Chi governa è pressato dalle aspettative che la gente ha riposto in lui, è costretto a fare il simpaticone e a sorridere anche se si è alzato di cattivo umore, di aggiornarsi continuamente il guardaroba, di prepararsi quei discorsoni che più pallosi non potrebbero essere, di sfogliare continuamente il dizionario per cercare termini ad effetto, d’imparare quei cazzo di termini anglosassoni di moda perchè senò non ci fai bella figura, di andare alle processioni dei frati per riceverne la benedizione davanti al popolo devoto e ben allineato, di vassilafacciaruia perchè nominato e ringraziato pubblicamente della sua presenza, di solennizzare l’evento con la propria autorevole persona e dover ripetere la solita papardella che più imbecillotta non si può, di dover essere continuamente ricercato per avere quella raccomandazione, di dover andare d’accordo col collega di partito o di giunta anche se lo detesti, eccetteràeccetteràeccetterà……

Indubbiamente, oltre i pesanti oneri, ci sono anche i previsti e “imprevisti” onori, e probabilmente è per questi ultimi che molti si ricandidano. Ma che stress dover subire quel continuo giudizio di tutti!

 Il mestiere di “oppositore” invece è molto più rilassante e molto più rispondente al ruolo di “rappresentante” dei cittadini. Ripeto: a condizione che lo si faccia con impegno e con passione, e ciò, al limite,  lo si può fare anche da soli. La forza del gruppo sarebbe un’altra cosa, ma anche da soli, se animati da propositi “democratici” e di coinvolgimento dei cittadini, si può lavorare, e lavorare tanto. Sarebbe necessario principalmente studiare i bisogni reali della gente, che non è solo il lavoro, a cui l’oppositore non può provvedere ma che può benissimo “insegnare a pescare invece che dare il pesce” ( a differenza di certi Graaaaaandi Governanticoli che dilloamechecipensoio, rendendo il cittadinello sempre più a lui ubbidiente e a lui legato, oltre che imperituro riconoscente finchemortenonlisepara).

Ma oltre fare opposizione all’interno del Consiglio Comunale, dove tra l’altro si è costretti ad usare un frasario politichese costruito che spesso fa pena, con quei continui “grazie” che se ti azzardi a dimenticartene fai la figura diruzerraggu, la Politica si può fare benissimo fuori da questo incravattato luogo, e i modi sono tantissimi. C’è solo da alzarsi le maniche e sbizzarrirsi con la fantasia. 

Ci sarebbero le Petizioni, un modo concreto di conoscere l’opinione delle persone su un determinato argomento. Si potrebbe lavorare per arrivare ai Referendum propositivi ( quando la consapevolezza politica italiana arriverà ad una maturità tale?).  Ci sarebbe da lavorare parecchiomaparecchiomolto per raggiungere il quasi per niente usato ma molto democratico Bilancio Partecipativo, già sperimentato e usato, specialmente in quelle Amministrazioni locali dove il “politico ufficiale” si fa  portavoce realmente delle priorità decise dai cittadini. In questi posti, l’Amministratore non è particolarmente democratico e “moderno”, ma rispetta semplicemente delle regole che insieme ci si è dati. Sistema da conoscere, studiare,  applicare e da espandere.

In conclusione, non riesco a concepire e a giustificare quelle persone che non elette, ritornano mogimogi e offesi nella loro vita privata. Ed il desiderio di darsi da fare per il Bene Comune dov’è andato a finire? E tutte le idee innovative che fine hanno fatto? E l’intenzione di impegnarsi in un determinato ambito, si è completamente dissolta nel nulla?

                               AMUBIZZIEATRUNCAZZILUGODDHUSIA !!!

mani alzate

 

Amministrative 2014 a Sorso – “SORSO DOMANDA E SI CONFRONTA”,un tentativo di Democrazia Partecipata in occasione delle precedenti Amministrative nel 2009 (prima parte)

Di seguito viene descritto nei dettagli l’esperimento di “Democrazia Partecipata”  tentato in occasione delle Amministrative svoltesi a Sorso nel 2009, in cui si contendevano il governo locale la lista guidata da Maria Antonietta Foddai e quella guidata da Giuseppe Morghen. Raccolte svariate domande poste dai cittadini attraverso posta elettronica e piccoli contenitori distribuiti in vari esercizi commerciali,  nella serata del 3 giugno 2009 si erano presentate ai candidati durante  un’ Assemblea Pubblica. 

Il testo è quello originario scritto subito dopo l’evento, a cui non è stato apportato alcun ritocco. Nei prossimi giorni pubblico l’elenco completo delle domande pervenute agli organizzatori.

 

desiderio

 

di Piero Murineddu

Per rimanere fedeli all’impegno preso coi cittadini e con coloro che hanno formulato le domande – proposte, che ancora una volta ringraziamo per la passione e la civiltà con le quali l’hanno fatto, pubblichiamo integralmente il materiale pervenuto.

Si ritiene prima necessario portare a conoscenza le fasi che hanno caratterizzato la preparazione e la realizzazione del confronto fra i candidati davanti ai cittadini.

Inizialmente si era sentita l’esigenza di fare qualcosa di diverso nell’imminenza della campagna elettorale per eleggere la nuova giunta comunale a Sorso, comune nel frattempo retto da un commissario prefettizio a causa della caduta anticipata della giunta di Centrosinistra. Il progetto era semplice: far rispondere in una pubblica piazza i candidati alle domande poste per iscritto dai cittadini.

Le prime riunioni col gruppo dei promotori ( Agostino Pinna, Antonio Fini, Pino Piana,Peppino Dedola e Piero Murineddu), erano incentrate sulla ricerca di vedute comuni riguardo al lavoro che si voleva intraprendere, se non altro perché, non essendoci stata frequentazione negli ultimi tempi, si voleva assicurare una sintonia d’intenti. Da qui, massima preoccupazione per fare in modo che all’interno del gruppo si creasse maggior comunicazione possibile, ancor prima d’avviare l’organizzazione pratica dell’evento. Essendoci diverse sensibilità intellettive e sociali, si constatano da subito alcune difficoltà nel procedere del lavoro. La bontà condivisa del fine fa superare le inevitabili divergenze, che persistono lungo tutte le fasi preparatorie. Messo a punto un criterio comune e alcune regole condivise, inoltriamo gli inviti alle due coalizioni candidate, con la raccomandazione che la firma dell’accettazione fosse conseguente alla decisione comune fra tutti i candidati di ciascuna lista.

Iniziano le difficoltà e vengono a galla le prime diffidenze nei confronti dell’iniziativa, specialmente da parte di una coalizione. Il desiderio di realizzare un evento che potesse contribuire a migliorare la dialettica ed il livello culturale nella nostra città, hanno portato ad una contrattazione con le parti, fino ad accettare alcuni compromessi, ( esempi: la pretesa dei “garanti”(*) durante l’ “elaborazione” delle domande, la forzata consegna delle stesse prima della manifestazione…) Nonostante tutto, da parte nostra è rimasta la preoccupazione costante di rimanere al di sopra delle parti .

Intanto, negli avvisi pubblici abbiamo raccomandato di evitare nei quesiti posti qualsiasi polemica e attacchi personali che avrebbero potuto impedire un confronto sulle cose da realizzare in prospettiva. Il numero rilevante delle domande pervenute non permetteva di formularle tutte, per cui si è deciso di raggrupparle per tematiche d’interesse sociale: partecipazione alla democrazia, accesso all’amministrazione e alle informazioni, servizi sociali e servizi pubblici, valorizzazione del territorio, cultura e istruzione, infrastrutture, varie. A questo lavoro, ha dato un contributo rilevante Tore Piga. Come stabilito in precedenza, si è deciso di evitare di porre durante la serata domande con accuse personali e legate a polemiche improduttive.

(*) I “garanti“, segno evidentissimo della diffidenza nei confronti degli organizzatori, sono stati imposti dalla coalizione di Centrodestra, pena (pena!!) la non partecipazione. Erano Piero Ruzzettu, e Leo Spanu per la coalizione di Centrosinistra.

 

Alcune considerazioni personali

Ritengo che l’iniziativa, con tutti i limiti organizzativi, sia servita per avvicinare la politica, ambito della vita sociale che inevitabilmente ci riguarda tutti, alla cittadinanza. Molte volte si preferisce starne alla larga, probabilmente per la valenza negativa che le si dà.

 Riconosco che ci sono stati vari errori, ingenuità e manchevolezze nelle fasi preparatorie, resesi evidenti nel corso del confronto pubblico. Il mancato raggiungimento di una perfetta sintonia all’interno del gruppo organizzatore, dovuta in parte alla non completa comunicazione, ha portato ad alcuni cedimenti oltre al non puntuale rispetto dei tempi riservati alle risposte e alla mancata vigilanza perché non si creassero improduttivi battibecchi, come da intenzioni. Il più evidente è stato il momento in cui – in modo sicuramente incauto – si è dovuta concedere come ultima domanda quella che ai politici navigati avrebbe potuto dare (come effettivamente è accaduto) la ghiotta occasione di manifestare la “furbizia” (?) di disattendere l’impegno di trasformare un incontro civile in semplice polemica elettorale. Parlo della domanda sul “programma copiato”, pretesa da una delle due coalizioni poco prima dell’inizio del confronto, pena la non partecipazione della stessa alla serata. Forse posta all’inizio e nei tempi concordati sarebbe stata più utile all’incontro.

 Nel politico navigato continua a persistere diffidenza verso chi vuole operare nella società civile fuori dagli scranni dell’Aula e dagli scontri di partito. Forse abbiamo avuto l’eccessiva preoccupazione di ottenere un confronto “sereno”, attenuando la rabbia contenuta in diverse domande. Così facendo abbiamo evitato domande imbarazzanti, preconfezionando l’elaborazione delle stesse. In futuro m’immagino un confronto diretto tra amministrati e amministratori attraverso delle assemblee pubbliche, naturalmente con delle regole condivise che permettano tale confronto. Lo ritengo necessario e veramente democratico.

Diverse persone ritengono fosse stato meglio far rispondere solamente i capolista. Inizialmente si vedeva la possibilità offerta a ciascun candidato di far sentire la propria voce ai cittadini, magari ammettendo la propria impreparazione ma manifestando nello stesso tempo il desiderio di conoscere e studiare per portare avanti le istanze di cui lui si voleva far portavoce. Neanche la nostra proposta di usare la prima parte autogestita a questo scopo non è stata presa in considerazione. Non credo che la gente abbia il desiderio di sentire l’eloquenza e i paroloni di chi abbia facilità di parola, quanto credere che chi si mette in politica lo faccia per il bene di tutti, e non per cercare il proprio tornaconto e allargare il raggio della sua influenza per scopi non sempre nobili. Chi ha il coraggio di prendere qualche iniziativa che vada fuori dalla semplice idea di assistenzialismo, del clientelismo e del puro divertimento, è quasi sempre guardato con sospetto.

***

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A seguire, gli interventi introduttivi dei due conduttori della serata, svoltasi il 3 giugno 2009

 

 

 

Amministrative 2014 a Sorso – “Costringere” i cittadini a diventare artefici del loro destino

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di Piero Murineddu

Da tempo purtroppo quasi immemorabile, la nostra cosiddetta “Democrazia Rappresentativa” sembra seguire un percorso destinato irrimediabilmente al fallimento.  La gente si sente sempre più lontana dalle questioni riguardanti la Politica, giudicato covo di corrotti e corruttori e luogo di privilegi di pochi a scapito della grande maggioranza. Nell’immaginario collettivo, gli appuntamenti elettorali sono inutili occasioni di sperpero di denaro pubblico ed ennesima lotta per assicurarsi posizioni di potere. Le ideologie che una volta motivavano ed invogliavano una partecipazione convinta ed appassionata, ai giorni d’oggi sembra abbiano perduto fascino e attrazione. I troppi e asfissianti anni berlusconiani hanno contribuito ad affossare qualsiasi impeto alla costruzione di una società “civile” e solidale, e perdurando ancora i colpi di coda, l’influsso negativo condizionerà ancora per molto tempo.

siamo in democrazia

La Destra storica, attratta da questa figura di Venditore di niente se non di se stesso, illusa di aver trovato un moderno e illuminato Condottiero la cui guida avrebbe assicurato prosperità e numerose vittorie, continua a ripetersi magamirafattuvà  e, leccandosi le ferite, appaiono penosi i suoi tentativi di ricostruirsi un Volto affidabile e dignitoso, ( la signora Almirante è talmente disorientata, che ha addirittura sostituito i suoi abiti neri e nobiliari col …. rosso “mangiabambini” ).

assunta

La Sinistra. Cos’è rimasto di questa benedetta Sinistra, a sua volta spezzettatasi in tante anime in continua contrapposizione tra loro e che non fa altro che creare disorientamento in coloro dei quali è stata, e nonostante tutto, continua ad essere riferimento?

votato

E poi c’è questa vicenda ancora enigmatica del geniale comico che, estromesso dalla Rai perchè nei suoi spettacoli si permetteva di toccare il potere politico che già allora spadroneggiava all’interno della televisione pubblica, ha iniziato a colpire obiettivi del potere economico e bancario, inevitabilmente legato a quello politico. Nella televisione di allora, si stavano creando i presupposti per fare dell’informazione pubblica un mezzo per ottenere consenso politico. E ancora non erano arrivate le tivu del Signore di Arcore, che diede lo scandaloso e incivile avvio del Conflitto d’interessi, non ancora risolto perchè ancora si è affrontato con decisione.  

conto

Il Grillo genovese ha continuato a far ridere, ma sempre più amaramente e a denti stretti. Le platee hanno iniziato ad uscire dai teatri, perchè sempre più incapaci di contenere gli spettatori, che man mano hanno visto in lui un leader  rasgionihaedègiusthuchissuchidizzi.

Le critiche al potere corrotto erano sempre documentate e il fatto di metterlo in piazza ridicoleggiandolo, da una parte ha fatto incattivire parecchie persone e categorie, dall’altra in molti hanno iniziato a riconoscersi nel nuovo Trascinatore, col valore aggiunto di essere anche divertente. Ad un certo punto si è smesso di giocare e le cose si son fatte serie. Il vasto “movimento” ha preso forma organizzata, fino a sfociare in una presenza parlamentare. La rabbia, pur continuando a mantenere l’irruenza e l’urgenza rivoluzionaria, faticosamente sta diventando sempre più propositiva, partendo da un punto imprescindibile: “costringere”  i cittadini a farli diventare artefici del loro destino. Impresa non da poco, considerando anche chilaientinonhaganaditrabanassiluzeibbeddhu. L’intento è indubbiamente innovativo e rivoluzionarissimo, considerando che per molto tempo i cittadini son stati abituati a delegare e ad essere considerati solo in vista della scheda messa nell’urna, più o meno in modo “telecomandato”.

 Il discorso non è concluso ed è mio impegno riprenderlo,  allargandolo con chi ritiene utile partecipare.

 

partecipazione

Amministrative 2014 a Sorso – Schieramenti e formazione liste: Les jeux sont faits o v’è ancòra tempu per usare il buon senso?

merda

di Piero Murineddu

Ormai non manca molto per decidere chi governerà Sossu nei prossimi cinque anni.  Governare non sarà semplice, perchè non è mai cosa da poco guidare una collettività a condurre nel modo più civile e giusto il proprio presente, sperando realisticamente anche in un futuro migliore. Sicuramente la “Politica” non è tutto, ma da questa non si può prescindere, e riguarda proprio tutti: neonato, bambino, giovane, anziano, operaio, casalinga, prete, insegnante, pensionato, studente, disoccupato……  Ognuno di questi ha diritto di avere delle risposte rassicuranti.

Chi decide di dare l’apporto in favore degli altri è indubbiamente da apprezzare e da incoraggiare, ma è chiaro che la condizione imprescindibile debba essere proprio questo “APPORTO IN FAVORE DEGLI ALTRI”, NON IN FAVORE DI SE STESSI. Difficile stabilire se questo è l’obiettivo per i nuovi candidati. Nei confronti di coloro che in politica ci sono già da qualche tempo, il giudizio è però doveroso, specialmente a livello individuale:

  1. Ha dato prova d’impegno intelligente nel portare avanti il proprio ruolo?
  2. Si è fatto veramente portavoce delle istanze di tutti i cittadini?
  3. Ha dimostrato attiva partecipazione nelle Assemblee civiche?
  4. Ha fatto delle proposte concrete per migliorare la nostra vita?
  5. Ha usato rispetto per gli avversari e capacità di confrontarsi?
  6. Ha informato puntualmente i cittadini del lavoro svolto?
  7. Ha coinvolto attivamente la popolazione nelle decisioni da prendere?
  8. Ha usato libertà di pensiero nelle discussioni pubbliche?
  9. Ha rinunciato a qualsiasi tornaconto personale?
  10. Ha abusato del proprio potere per dare “sistemazione” a se stesso,a familiari, amici e conoscenti, anche dopo il mandato ricevuto, specialmente per quanto riguarda quel punto su cui si regge la Costituzione, cioè il Lavoro?

Ciascun cittadino, anche se “iononminteressodipolitica!” , potrebbe essere in grado di giudicare in questo senso e trarne le conseguenze.

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Gruppi di cittadini stanno alacremente operando per creare liste elettorali. Certuni potrebbero essere motivati da obiettivi di rivalsa se non addirittura di vendetta verso qualcun altro, e questo mortificherebbe l’alto valore della “Politica”. Altri ancora vogliono sicuramente perseguire obiettivi personali che con il Bene Comune non c’entrano pa nuddha , e questi bisognerebbe individuarli ed evitare di votarli, siano amici o addirittura familiari.

Buona parte, ne sono convinto, sono motivati dal desiderio di ben operare e di dedicarsi all’edificazione di una convivenza migliore, nel rispetto delle leggi e nell’attenzione particolare a quelle categorie che fanno più fatica a condurre una vita dignitosa.

Nel governo locale, pur rimanendo validi le ispirazioni ideologiche e ideali, io credo che sia assolutamente necessario che le persone in buona fede e capaci, non si presentino in liste contrapposte. Questo è possibile? Secondo me si.

So che coloro che s’ispirano al Movimento 5 Stelle, persone piene di buona volontà e che stanno cercando di capire le problematiche a cui è urgente dare risposte, da tempo si riuniscono per trovare sintonia d’intenti, nel confronto e nello studio. So di altri, ispirandosi alla tradizione della Sinistra o di altri valori democratici, seppur da meno tempo, stanno facendo altrettanto. E’ astruso pensare che ancora ci sia la possibilità che entrambi faccino tentativi per trovare punti d’incontro e presentarsi alle elezioni in un unico raggruppamento?

L’atteggiamento di Grillo e Casaleggio può provocare reazioni diverse e di fatto è così, ma che vogliono introdurre nella politica italiana novità è innegabile. E’ diffusa l’idea che i membri di questo Movimento, dal parere dei due fondatori non possono prescindere. Io penso invece che insieme si son dati delle regole, e le regole bisogna rispettarle. Essendo però un Movimento in divenire, senza una tradizione culturale precisa, le “regole” si perfezionano nel tempo e nella pratica. Penso anche che a livello locale, anche se non c’è la “benedizione” di Grillo&Casaleggio, non casca giù il  mondo. Cosa diversa sarebbe per le Regionali, Politiche ed Europee, ma per le Amministrative il discorso può e deve essere diverso. Cosa triste e autolesionista sarebbe se l’elettorato sorsese, desideroso e bisognoso di “aria” nuova, dovesse dividersi nel dare la propria preferenza tra M5S, PD o eventuali liste civiche.

Ci sono ancora margini di trattativa e di tentativi di avvicinamento? I colpi che vicendevolmente continuano ad assestarsi, specialmente a livello nazionale, sono dolorosi e provocano ferite sanguinanti, ma localmente un armistizio si potrebbe ancora decidere. Magari, col tempo,nel rispetto,  nello sforzo della comprensione reciproca e nel riconoscimento dei pregi di ciascuno, la tregua potrebbe veramente diventare una pace con radici solide. 

Se ciò non si realizzasse,a goderne sarebbero gli avversari, e a piangerne le conseguenze, il progresso civile di Sorso.

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Anche la ricerca della persona “forte” da candidare come Sindaco secondo me è un problema secondario. La “forza” è generata da un programma realistico, da cui senza esitazione bisognerebbe tener fuori le grandi e “ruffiane” enunciazioni. La “forza” la creerebbero persone capaci e ben motivate, in sintonia e non in contrapposizione tra loro, più o meno palesemente.

Quando si tratta di voler realizzare il Bene Comune, i “puritanesimi ideologici” bisogna avere il coraggio di metterli da parte, e non per tradire i propri convincimenti, ma per trovare punti convergenti con altre idee altrettanto positive.

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Una proposta nel caso realizzasse questa auspicata alleanza

I concetti esposti nei precedenti punti 9 e 10, a Sorso trovano conferma in molti, sia per quanto riguarda il presente, sia per il passato. Come impegno programmatico, tutti i componenti la lista devono firmare una dichiarazione che in caso di vittoria, ciascun eletto s’impegna a rinunciare a vantaggi espliciti ricavati dal mandato ricevuto, specialmente posti di lavoro per se, per i propri familiari e sodali. Questo impegno, scritto e firmato, deve essere confermato in ogni occasione e comizio pubblico.

Che volete che vi dica?

ABBAIDDEDDI A VOI E DEDDI UN’UCCIADDA ALL’ALTHRI 

(li sussinchi, TUTTI li sussinchi intendu!)