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“I TROPPI SERVI DELLA VERGOGNA”

 

PADELLAROdi Antonio Padellaro

Una tale insopportabile vergogna non ha precedenti. Nelle democrazie occidentali ma neppure, a quanto si sa, nei Paesi del Terzo mondo o nei più sperduti Staterelli africani non si è mai visto un condannato per reati gravissimi disporre a suo piacimento di 97 deputati, 91 senatori e cinque ministri imponendo loro le dimissioni del Parlamento e dal governo come si facon la servitù,anzi peggio visto che i domestici hanno diritto almeno a un preavviso. A parte i tardivi borbottii di qualche Cicchitto e Quagliariello (e il dissenso di Marina B. forse al corrente del fragile equilibrio psichico del padre), i camerieri del pregiudicato hanno prontamente ubbidito,alcuni per la sottomissione scambiata con una poltrona, altri per pura cupidigia di servilismo. È questo il vero cancro che sta divorando la democrazia italiana condizionata da un personaggio che pur di estorcere un qualcosa che possa salvarlo dalla giusta detenzione e dalla giusta decadenza da senatore non esita a mandare a picco il Paese che domani potrebbe essere investito da una nuova tempesta finanziaria.

E tutto con la risibile scusa elettorale della contrarietà all’aumento dell’Iva.

Come ha potuto Napolitano mettere il governo nella mani di un simile individuo?

Come hanno potuto Letta e il Pd accettarlo come alleato?

Il 24 settembre 2011 a mia madre le si svelava il Mistero

mia madre

 

I TUOI OCCHI

di Giovanna Stella

I tuoi occhi parlavano del tuo cuore,
attraverso l’azzurro trasparivano i tesori del passato

Le tue mani raccontavano la fatica di vivere

Il respiro presentava l’amico vento
che attraversa la vita di ciascuno

I tuoi capelli bianchi
il candore e la purezza della neve

Il sorriso raggiungeva i raggi del sole
e ci cavalcava per raggiungere prati sempre verdi

I piedi ben ancorati alla terra
preparavano il cammino

Lo sguardo vigile rivolto verso l’alto,
anche nella notte quando la luna era spenta

Speravi sempre d’intraprendere un nuovo viaggio
e nell’Infinito ci sei e ci sarai per sempre

Strade extraurbane sicure per pedoni e ciclisti

  1. 72404
    di Piero Murineddu
    In questi giorni mi è tornato alla memoria quel settembre del 2012 in cui, nella strada di “Marritza”,  fu investita e uccisa una vecchia suora che percorreva il ciglio della strada.Allora espressi pubblicamente il disappunto sul fatto che la  realizzazione delle strade strade extraurbane siano quasi sempre pensate ad uso esclusivo automobilistico. Nella nostra lunga litoranea,ai lati delle due corsie asfaltate, è praticamente impossibile percorrerla a piedi per totale mancanza di spazio pedonale. Naturalmente il pericolo è costante anche per chi fa uso della bici. Ma possibile che siamo ancora a questo punto? Nell’impeto del momento, accusai anche l’Ente Pubblico di quella morte, in quanto colpevole di non aver pensato di mettere in sicurezza il camminamento pedonale, considerando che lo spazio ci sarebbe.
    Non cogliendo la serietà del mio intervento, una locale associazione culturale, denominata Città Giusta, mi aveva dato la seguente risposta:
    ” Piero..dai..un giubbino rifrangente sarebbe stato sufficiente..la responsabilità dell’ente pubblico mi pare una provocazione fastidiosa visto che c’è rimasta secca una persona! C’è stato un misto di sfiga e imprudenza da parte della suora…io sinceramente non mi avrei mai fatto quella strada al buio. E ti dirò di piu, mi sarei messo oltre al giubbino anche un triangolo intorno al collo
    A questa reazione, per la verità alquanto superficiale, avevo dato questa risposta:
    Mi sembra preoccupante che un’associazione che vuole fare Cultura abbia questa reazione, dal momento che ritengo “Cultura” anche tutto ciò che riguarda la vita concreta delle persone. Perchè dovrei essere impedito a percorrere le strade “al buio”, e non solo quella? Quale “provocazione” all’ente pubblico? Intendo che ognuno ha il diritto di usare le strade per spostarsi, nel modo che ritiene più opportuno, e quindi anche a piedi. Non mi sembra di chiedere una cosa impossibile ed esagerata: strade in sicurezza, percorribili anche da pedoni e biciclette in tranquillità. Voglio contestare il modo che si ha di concepire le strade di collegamento:tutte a rischio per il pedone. Quasi nella totalità. Dopo, liberamente, ….. ciascuno può mettersi i rifrangenti dove crede.

IN MEMORIA DI SALVADOR ALLENDE

allende

di Piero Murineddu

Quel lontano 11 settembre 1973 un violento colpo di stato militare appoggiato dagli Stati Uniti, in piena “Guerra fredda” tra le due superpotenze che si contendevano il controllo sul mondo intero, destituì il presidente del Cile Salvador Allende, che nei tre anni di governo tentò la realizzazione di una società democratica applicando un socialismo non totalitario. I suoi sostenitori lo ricordano come uno dei pochi statisti rivoluzionari nonviolenti. L’autopsia eseguita nel 2011 sul corpo riesumato confermerebbe il suicidio di Allende messo in atto durante l’assedio e il bombardamento del palazzo governativo per non arrendersi al generale golpista Pinochet, la cui dittatura causò la morte e la scomparsa di migliaia di oppositori. E veniamo ai nostri contorti giorni. L’ ”Elefantino” barbuto Ferrara, revisionista e ateo devoto di comodo, cerca di sminuire e di mettere in secondo piano il valore storico del “Compagno Presidente” democraticamente eletto, affermando che l’Augusto dittatore sanguinario ha risollevato l’economia a pezzi del Cile di allora. Il Giulianone bretellone nazionale dica quello che vuole, ma ogni persona realista e di buon senso riesce ad immaginare la fatica democratica e i poteri forti che si oppongono per la costruzione di un’Economia di Giustizia e,per quanto possibile, di Uguaglianza, e questo è proprio quello che Allende ha cercato di concretizzare durante il suo governo.

IMMIGRATI

milani

“Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dico che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”

(don Lorenzo Milani)

IMU&RICATTI

di Piero Murineddu

Dopo il pacato e minaccioso avvertimento di Letta che il pagamento o meno dell’IMU è strettamente legato alla tenuta del suo Governo, anche il Napolitano rieletto per disperazione avverte che la caduta dell’attuale Esecutivo sarebbe…fatale. Ma dai, Preside’, son proprio così insostituibili ‘sti governanti messi insieme contro natura e assolutamente non espressi dalla volontà popolare? Sinceramente, a me di questi signori rimarrà sopratutto l’innovazione culturale e il coraggio della tanto detestata (si sa da chi!) Cecile Kyenge. E ancora lo spauracchio della famigerata Tassa! Non bastava che da sempre l’argomento sia stato usato come spot pubblicitario dall’ormai ex Cavaliere e attuale neo Pregiudicato, i cui fedelissimi, timorosi di scomparire insieme a Lui, continuano arrogantemente a pretenderne l’ “agibilità politica”, altrimenti…apriti cielo?!Ma a parte il disgusto per l’ipocrisia di certe affermazioni – “agibilità” per continuare a spadroneggiare e modificare la nostra Costituzione a loro piacimento – non siamo ancora stanchi di questi continui ricatti e minacciose previsioni? Ma dove sta andando a finire questa nostra malandata democrazia?! Addirittura, una parte consistente di chi ci sta’ governando, delineava come sua Guida e possibilità di resurrezione la novità idiota della …..Successione Dinastica! Ma tornando alla famigerata Tassa, e poi così ripugnante? Se fatta applicare nel modo giusto, dovrebbe contribuire a migliorare i Servizi collettivi, se non sbaglio. In definitiva,se usata realmente in questo modo, e non per ingrassare i già grassi politici, e servisse per mantenere la mia libertà , io VOGLIO PAGARE L’IMU!

ps

“Il Giornale”, organo della Famiglia, oltre che continuare imperterrito a manganellare il giudice che si è permesso di emettere la Sentenza Estiva, afferma che la nota di Ferragosto del Quirinale, sia stata addirittura concordata con Lui, il Condannato. Se così fosse, allora…….

A quando il governo della Chiesa Cattolica alle donne?

 

donna-vescovo

 

di Piero Murineddu

Se è vero (com’è vero!) che le donne accanto agli uomini li aiutano ad “umanizzarsi” (in solidarietà, nonviolenza,sensibilità, tenerezza,generosità,attenzione al prossimo…..) e li rendono migliori, figuriamoci se in ambito ecclesiale fossero messe a guidare un immenso popolo per aiutarlo ad essere sempre più fedele al messaggio originario del Vangelo! La base della Chiesa sembra aperta all’ordinazione sacerdotale delle donne, e il dibattito è molto sentito. Per contro, a parte qualche rara eccezione, la chiusura delle gerarchie è pressochè totale. Più attuabile potrebbe essere il diaconato femminile e magari da diaconesse l’accesso al cardinalato non sarebbe un’irragionevole utopia. A me sembra che più che impedimenti teologici per osare su certi argomenti, sia principalmente la consuetudine portata avanti nel tempo che costringe a non rompere con ciò che è stato finora, perpetuando l’aspetto escludente e disumanizzante della fede. Sarebbe un’aggrapparsi agli specchi non riconoscere che il ruolo delle donne all’interno della Chiesa continua ad essere marginale e subordinato alle direttive maschili, non di rado maschiliste. Anche le novità e la simpatia del nuovo Papa, seppur fanno intravedere cambiamenti rilevanti per quanto riguarda l’istituzione stessa del papato, meno “sovrano” e più vicino alla gente, non sembrano far sperare in grosse rivoluzioni, su questo argomento come sulla tradizionale morale insegnata dalla Chiesa Cattolica. Il “chi sono io per giudicare?” pronunciato da Papa Bergoglio fa però sperare nella costruzione di una casa comune dove il dialogo e l’accoglienza prevalgano sull’esclusione e sull’imposizione. Continuo a considerare l’utopia quella forza che alimenta la speranza e aiuta a lavorare per costruire un mondo migliore.

 

Piero Murineddu