David Maria e Bepi il Rosso

di Piero Murineddu

Se oggi, 22 novembre A.D. 2020, quel vento gelido che stamattina presto sentivo soffiare in strada mi ha costretto a rovistare nell’armadio alla ricerca di quel giubbottone ragalatomi da chissá chi e che era mezza vita che non indossavo più, figuriamoci in quel lontanissimo sabato novembrino del 1916 quando, in una delle poche case che messe insieme formavano la frazioncina di Coderno, nel comune friulano di Sedegliano, si sentirono le urla di una giovane sposa che partoriva Giuseppe, chiamato in seguito dagli amichetti Bepi il Rosso per lo strambo e particolare colorito dei capelli. Credo che la polenta fosse l’unica calda consolazione del tempo. Oltre l’amore tra le lenzuola, s’intende, almeno per chi le possedeva….

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Nello stesso giorno, ma da tutt’altra parte del globo, lasciava invece la vita tal John Griffith Chaney, conosciuto come Jack London, che in quarant’anni di vita alquanto “movimentata” si dilettò a scrivere libri esclusivamrnte d’avventura. La sera prima che lo trovassero agonizzante nel suo letto, le ultime parole che si sentì dire la seconda moglie Charmian furono:

“Grazie a Dio, non abbiamo paura di niente”.

Mi viene da pensare se ugualmente potevano dire la stessa cosa i coniugi Turoldo in quel freddo sabato 22 novembre dando alla luce il nono figlio, vivendo nell’assoluta povertá e nel mezzo di un sanguinoso e immane  conflitto che stava coinvolgendo il mondo senza che se ne conoscesse il motivo.

Mi chiedo quanti oggi,  in un’ incredibile “guerra” combattuta contro un nemico invisibile, possiamo dire

“Grazie a Dio, non abbiamo paura di niente”.

A tredici anni, non so se per “vocazione” o mandato dai genitori per necessitá economiche, come spesso avveniva, entrò in un convento dei Servi di Maria, Ordine religioso nato a Firenze negli anni a seguire il 1200 e fondato da un gruppo di persone intenzionate a vivere comunitariamente e nella povertà il Vangelo.

Cresciuto in quest’ambiente alquanto radicale, venne su quello che conosciamo come David Maria, gia da subito “coscienza” inquieta della chiesa, indicato dalla stessa a più riprese come eretico e costretto a gironzolare per il mondo, anche perché profondo antifascista.

Ad un certo punto, il suo continuo peregrinare contro voglia trovò “riposo” presso l’antico monastero restaurato di Sant’Egidio, nei pressi di Sotto il Monte e ai piedi del monte Canto, nel bergamasco.

Di David Maria in Rete si trovano diversi documenti, molti dei quali in audio e in video.

Oltre i tre che ho scelto per aiutarci a conoscere meglio questa grande figura, nel secondo dei quali l’ottimo Brunetto Salvarani racconta passi salienti della ricca biografia di Turoldo,  e nell’ ultimo lo stesso Turoldo con voce particolarmente profonda e grave, dietro domanda di Nazzareno Fabretti racconta della sua infanzia,  ho rintracciato anche il film di cui il frate ha scritto il Soggetto e la Sceneggiatura, diretto da un regista in odor di ” comunismo” e per questo – nonostante il valore documentaristico e descrittivo di una realtá contadina su cui si fonda l’Italia di oggi, anche se si fa di tutto per cancellarne la Memoria – la sua divulgazione fu ostacolata dalle autoritá ecclesiastiche.

Per onorare questa domenica il Ricordo del carissimo e unico David Maria,  propongo quindi la visione di questo film, “Gli Ultimi”, dato più che il tempo ce l’abbiamo e fuori continua a soffiare un freddo quasi gelido….

Magari dopo possiamo dire anche noi, e con maggior convinzione e forse coraggio

Grazie a Dio, non abbiamo paura di niente”.

 

 

David Maria e Bepi il Rossoultima modifica: 2020-11-22T10:29:25+01:00da piero-murineddu
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Commenti (2)

  1. Giuseppe Conti

    Ho avuto l’opportunità di conoscere padre David e frequentare il monastero di Fontanella negli anni in cui (io giovanissimo) il lievito del Concilio cominciava a fermentare…
    Il carisma di questo prete, di questo uomo attirava e appassionava alla Parola e ad una nuova interpretazione della pastorale, del ruolo laicale, della vita…
    È come dimenticare le veglie pasquali…
    Grazie Piero buona domenica

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    1. piero-murineddu (Autore Post)

      Grande esempio,nelle tante e le più diverse vicende della vita come davanti all’imminenza della sua fine. Una luce sempre accesa per i bui tempi che stiamo vivendo. A te buon inizio settimana, Giuseppe

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