Riguardo la mia presenza su Facebook

 

unnamed (1)~2

di Piero Murineddu

 

Premetto che questo, più che un articolo compiuto, é un’analisi che vado man mano sviluppando, scritto in diversi momenti e in continuo aggiornamento, per cui consiglio a chi ha giá letto una volta, di riaffacciarsi ogni tanto per seguirne l’evoluzione. Ogni volta modificheró la data al momento in cui inserisco il frutto del mio ragionamento.

Passo al dunque.

Credo che sia trascorsa una decina d’anni e anche più da quando, sempre con circospezione come da carattere, mi affacciai al famoso “social”. Da allora, scoprendone da subito le grandi potenzialitá e sopratutto la possibilitá di conoscere persone, iniziai a frequentarlo con assiduitá pressoché quotidiana.

Il semplice entrare “in contatto”,  constatate le affinità e le comuni visioni, col tempo con diversi é maturata in amicizia, comprensibilmente limitata  per l’impossibilitá di una vera conoscenza, almeno fino a quel momento, che andasse oltre il leggere quanto deciso di pubblicare nel proprio “profilo”, ma non per questo meno importante.

Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato il rapporto col tale o la tale nel caso di una vera frequentazione e quindi una conoscenza reciproca più reale e meno virtuale, ma questo pensiero non mi ha condizionato negativamente, dal momento che per carattere e per scelta ho voluto e cercato sempre di essere vero e non opportunisticamente sdoppiato secondo la convenienza e il tornaconto del momento.

La possibilitá di messaggi privati con certi ha sicuramente rafforzato la conoscenza,  e solitamente la stima reciproca, che stringi stringi, alla fine é quanto maggiormente conta, almeno così a me pare.

Eppure, nonostante lo sforzo di essere sinceri il più possibile nella comunicazione, sia essa pubblica che privata, rimangono alcune domande inevitabili:

se si avesse l’occasione di vedersi e frequentarsi realmente, come sarebbe la relazione con Tizio e Caio?

Si sarebbe capaci di accettarne anche i limiti caratteriali che in una comunicazione virtuale difficilmente appaiono?

E ancora, l’amico fino ad allora conosciuto tramite parole scritte, rimarrebbe deluso da come sono realmente, nell’aspetto, nei gesti, nelle espressioni…..nella totalitá e veritá di ciò che sono?

Domande queste da persone scrupolose? Non lo so. Io ritengo normale porsele, se non addirittura doveroso ogni qualvolta, in qualsiasi modo lo si faccia, si entra in contatto con gli altri.

Ma, ancora mi chiedo,

attraverso questi moderni mezzi, che tipo di “contatto” si vuole avere, sopratutto con persone che non si é avuta possibilitá di una conoscenza diretta?

E ciascuno, cosa é disposto a mettere in una pubblica piazza di se stesso? Che poi, é quanto avviene anche nei contatti reali, nelle normali frequentazioni quotidiane.

Insomma, desideriamo presentarci per quello che si é oppure prevale sempre e ordinariamente la tendenza a presentare la superficie di ciò che siamo?

In questo secondo caso, é a motivo della comprensibile riservatezza oppure perché condizionati (e “impauriti”)  dal giudizio altrui?

Tornando alla piazza virtuale di Facebook, i motivi per cui uno decide d’iscriversi sono normalmente diversi, e fin qui niente di strano. La principale caratteristica é sicuramente la possibilitá di “richiedere” e “dare” amicizia, cosa che inizialmente si fa perché si trova qualcosa in comune con la persona a cui si fa richiesta o si decide di darla, o perché, conoscendola personalmente si desidera confermarla, oppure ancora perché, nel caso di personaggio pubblico, ci si sente vicino per l’ammirazione che si ha nei suoi confronti.

In quest’ultimo caso, ho constatato che più che avere uno scambio con l’  “ammiratore”, c’é prevalentemente la preoccupazione di confermare e non “tradire” la propria figura. Ma ancora, e qui entriamo nel vasto campo della strumentalizzazione o pubblicitá in parte occulta e in parte piu che esplicita – anche se in questo secondo caso viene richiesto una certa somma per allargarne la diffusione -, ci s’iscrive per propagandare  la propria “merce”, qualsiasi essa sia: da un negozio di elettrodomestici a un B&B, da uno studio dentistico ad un libro…. E continuando, dal diffondere le proprie capacitá grossolanamente artistiche al far vedere la languiditá del proprio sguardo per “vaghe” finalitá che non sto qui ad esplicitare.

Motivazioni quindi rispettabilissime ed altre meno, specialmente quando a prevalere é l’aspetto in qualche modo “narcisistico”, componente che in misura diversa in fondo vi é in  in ciascuno di noi, ma l’importante non prevalga e s’impossessi della nostra relazione col prossimo.

Rimanendo al livello della “normale” comunicazione, capita che si accumula un numero di contatti di fatto difficile da seguire tutti. C’é poi il meccanismo che permette, all’apertura del programna, di ritrovarti quanto pubblicato da un numero molto esiguo di questi contatti, a meno che non si decida di andare di proposito a visitare la pagina di quel determinato contatto.

Personalmente quest’ultimo, dopo che ho valutato il tipo di contenuto messo in piazza dagli “amici”, é quanto ho fatto normalmente.

A distanza di tempo la frequentazione, quella scelta e non decisa dall’algoritmo, é con coloro coi quali si é accomunati da diverse cose, ad iniziare dalla sensibilitá e dalla visione delle cose, che ripeto,  si scopre da un effettivo scambio. Con gli altri, la grossissima parte, rimane si il “contatto”, ma che purtroppo non ha avuto l’opportunitá di evolversi.

Questo non vuol dire che queste numerose persone alle quali o dalle quali un giorno si é “chiesta” l’amicizia non siano degne d’attenzione e che non potrebbero essere “utili” alla mia crescita, ma di fatto questa discriminante rimane.

Da qui la scelta: continuare a mantenerli questi di fatto sconosciuti contatti e concentrarsi a rafforzare quelli conosciuti e che col tempo hanno avuto modo di evolversi, oppure dare un taglio, anche per non sentirti addosso la frustrazione per ció che poteva essere e non é stato?

Io ho deciso per la seconda. Ripeto: non si tratta di far potatura di rami improduttivi, in quanto anche io forse, almeno così immagino, per loro non sono stato né produttivo né utile. Diciamo che é stato il desiderio di concentrare la mia attenzione su un numero limitato di contatti coi quali, nel tempo, si é creato un rapporto non raramente d’amicizia. Si, amicizia. E questo anche non avendo personalmente il bisogno di sentirsi attraverso una telefonata, essendo per me piú congeniale lo scrivere.

Vengo al dunque della mia recente decisione se non di abbandonare almeno di allentare la mia presenza attiva, nel senso di pubblicare un qualcosa che faccia trasparire il mio vissuto del momento, sia attraverso scritti di altri nei quali mi riconosco e sia miei direttamente.

Sinora avevo sempre sentito quasi il dovere di questa condivisione, come detto pressoché quotidiana e ultimamente proporre all’attenzione la figura di qualche personaggio per me significativo. Un dono che facevo a me stesso prima di tutto, in quanto, non essendo affatto tuttologo ma al contrario sentendomi molto ignorante e affamato di conoscenza, tale ricerca mi ha permesso di entrare nel pensare di uomini e donne che hanno migliorato il mondo e la vita di tutti. Ugualmente, pubblicare articoli d’attualitá che hanno “costretto” prima di tutto me stesso a farmi un’opinione.

Naturalmente non poteva non esserci il desiderio di conoscere il parere, anche accennato, di chi leggeva, e questo per dare vita all’argomento in causa.

La cosa é accaduta purtroppo molto raramente. Da qui il mio domandarmi sull’utilitá o meno di dedicare del tempo per portare avanti quello che ho sempre sentito doveroso, cioé il mettere in comune un qualcosa che andasse oltre il semplice pensierino che passa per la testa.

Tengo a precisare che anche quest’ultima motivazione, ovvero il voler rendere pubblico il personale sentimento, sia esso espressione di perplessità e d’indignazione per qualche fatto di stretta attualitá, di gioia per una particolare ricorrenza e così via, non sia valido motivo di esternazione. D’altronde ciascuno, in piena libertá, si muove come più opportuno ritiene, ed io, ugualmente, mi prendo la libertá di giudicare, sempre e semplicemente dal mio punto di osservazione, se sia un qualcosa di riflettuto adeguatamente, oppure…..

Qualche anno addietro ho avviato un blog. Ad oggi, oltre 1300 articoli pubblicati e un centinaio in attesa di essere ritoccati, di mia diretta produzione oppure di altri di cui solitamente condivido l’idea portante di quanto riportato e aggiungendo qualche breve o lunghetta considerazione.  Essendo un blog gratuito, permette solo le funzioni essenziali, e non indica per esempio il numero delle “visite”, cosa che a me non é che interessi più di tanto. Lo uso come diario permanente dello scorrere del mio rapporto con la vita, annotando coi tempi che ritengo opportuni, quanto considero utile fare, principalmente per me. É capitato che qualcuno mi abbia suggerito di scrivere un libro cartaceo, ma ho sempre rufiutato quest’idea, in quanto il mio “libro”, aggiornato, disponibile gratuitamente e con argomenti i più vari, é questo. Non ambisco ad essere ricordato, essendo il mio unico interesse vivere al meglio e senza troppi “tradimenti”  il Presente.

Ecco, secondo me i tempi del “social” e del blog sono quasi all’opposto. A condizionarne il ritmo é probabilmente la reazione immediata di chi legge sul “social”, mentre per il blog viene tutto come rallentato, di più lungo respiro, senza nessunissima premura, e spesso, come ben sappiamo, le corse provocano affanno….

In altre parole, su facebook vi é il riscontro immediato e probabilmente gratificazione dalla reazione di chi legge, mentre per il blog si tratta di altro.

Mi é stato detto che i “laik” é come segno di presa visione e che non vi é “tempo” per esprimere una reazione scritta per l’impegno di dover far visita a tanti altri “amici”.

Voglio fare un paragone un po’ spinto, ma d’altronde siamo tra adulti, per cui. Se poi qualcuno si scandalizza, beh, non credo siano problemi miei…

Visto il prevalere su FB dei simboli disimpegnati, quali appunto il polliceinsù, faccine varie e cuoricini, mi viene di pensare alla relazione di coppia, in cui vi sono rapporti sessuali desiderati, preparati, curati e vissuti con la massima calma. Certo, a meno che uno non soffra di eiculazione precoce o vuole venire subito al dunque, cioé all’orgasmo. Ma questo é un altro discorso. Può capitare anche di consumare una “sveltina”, giusto per soddisfare certi improvvisi pruriti, e tutto sommato ci sta anche.

Allora, costruisce e fa maturare la relazione un amplesso coi giusti e rispettosi tempi oppure una sveltina, giusto per la simpatia reciproca provata dagli organi genitali di ambo i sessi?

Ribadisco che la “sveltina”, il ciao ciao passeggero, il frettoloso “embé, compa’, come va?” …ci può anche stare, ma tutto non si può ridurre a questo molto virgolettato “rapporto”. C’é bisogno o no – allontanandomi dalla relazione sentimentale e rimanendo nel solo ambito dell’amicizia – di sedersi ogni tanto al tavolino per sorseggiare lentamente un caffé e fare due chiacchiere, oppure un invito a cena, una giornata rilassante e ricreante di gita e così via, cioé VOLERE degli spazi per coltivarla questa benedetta amicizia?

Evidenzio ancora che il riferimento é  a chi si limita prevalentemente se non addirittura esclusivamente ai disegnini senza spendere due paroline scritte, possibilmente dopo che il cervello ha indicato i caratteri da digitare.

Decidendo di allentare la presenza su feisbuk per tornare a dare più attenzione al blog, é come se dichiarassi la mia preferenza per gli “amplessi” vissuti con la rispettosa cura e il tempo necessario che per le “sveltine”.

Credo di aver dato sufficiente motivazione della mia presa di distanza dai “social”, considerando che non ho né alcuna merce da vendere né ansia di contare i pollici in alto.

Ammetto di essere leggermente dispiaciuto per il dover rinunciare ad esternare lampadine che si accendono all’improvviso, anche per vederne l’immediata reazione intorno, ma d’altronde non si puó vivere di solo feisbuk, PUR ESSENDOGLI GRATO D’AVERMI FATTO CONOSCERE DELLE OTTIME PERSONE.

Se mi viene qualche altro spunto, lo aggiungeró, altrimenti l’argomento finisce qui, non escludendo in futuro, se vedo che cambia l’andazzo, di rivedere la mia posizione…..

8603449

 

 

 

Riguardo la mia presenza su Facebookultima modifica: 2020-06-14T04:20:22+02:00da piero-murineddu
Reposta per primo quest’articolo

Commenti (8)

  1. piero-murineddu (Autore Post)

    Ciao Angela. Non ricordo di aver letto queste tue considerazioni. Per un certo verso é vero. Per altro, almeno da parte di chi é in buona fede, io ci vedo il desiderio di far dono di una qualsiasi cosa,che magari negli incontri quotidiani é difficile concretizzare.E non per forza per scopo esibizionistico. Questo é l’aspetto che m’incoraggia a frequentare FB, ma sempre a piccole dosi. Grazie per la tua riflessione

  2. Sebastiano Sanna

    “…di sedersi ogni tanto al tavolino per sorseggiare lentamente un caffé e fare due chiacchiere, oppure un invito a cena, una giornata rilassante e ricreante di gita e così via, cioé VOLERE degli spazi per coltivarla questa benedetta amicizia?”

    Hai centrato quello che FB non potrà mai sostituire.

    Piero, io ho fatto un percorso diverso dal tuo. Estimatore dei blog e dei forum, seduto al PC, sono utilizzatore del social in oggetto, per necessità, soltanto da quando si formò il governo pentaleghista. Pur avendo un account dal 2011, fatto per curiosità, non l’avevo mai utilizzato sino a fine settembre 2018, anzi FB non mi piaceva affatto. Troppo tempo perso. Concordo appieno con tutte le considerazioni fatte pur trovandomi, in questo momento, in una situazione diversa dalla tua.
    Ebbene, sono amministratore in due gruppi, uno molto ristretto (nessuno è stato fondato da me): in uno insieme ad tanti altri iscritti, alcuni amici, nell’altro (quello ristretto) siamo in due ma, attualmente, chi deve occuparsi di tutto sono io in quanto l’altra amica, residente in Umbria, è particolarmente impegnata.
    Quindi la mia presenza quotidiana è indispensabile per risolvere problematiche tecniche, motivare il gruppo, ecc.

    Seguo altri amici e contatti in modo più costante, utilizzando anche le indicazioni delle notifiche, e sto cercando, man mano, di limitare i like e di non sentirmi obbligato a commentare, seppur brevemente, ogni post che mi passa sotto gli occhi. Ad ogni modo ho sempre cercato di trovare il tempo per leggere interamente gli articoli che mi interessavano.
    Pensa, Piero, che ieri si parlava di riconversione delle fabbriche di armamenti bellici e, commentando, ho allegato un’intervista a Unimondo di un’operaia che raccontava  la sua esperienza, e la decisione di licenziarsi perché non le andava di costruire le mine antiuomo. Dopo 10 secondi ho ricevuto un commento: ho subito scritto che il mio interlocutore, prima di rispondere, avrebbe dovuto leggersi l’intero articolo e non soffermarsi al titolo. Purtroppo è una cattiva abitudine da cui cerco di stare ben lontano.
    Ritornando alla tua citazione, riportata in alto, ho la fortuna di potermi sedere a tavolino, anche a distanza: alzo il telefono e faccio chiacchierate con alcuni miei amici virtuali, a volte anche lunghe.
    Se non ci fossero queste, sarebbe una gran perdita. E così cerco di unire virtuale e reale, per quanto possibile.
    Un abbraccio, carissimo Piero.

  3. Giancarla Cortinovis

    Ciao Piero.
    Anch’io ho troppe amicizie inutili su Facebook. Devo fare un lavoro di pulizia.
    Mettendo da parte i vari parenti,
    vorrei incontrare qualcuno dei pochi a cui tengo in modo particolare. Con alcuni ci sentiamo per telefono ed altri li ho conosciuti personalmente. È sempre una bella esperienza. Chissà, magari ritornerò in Sardegna e mi farebbe molto piacere conoscerti (se anche tu lo vorrai).
    Un abbraccio a tutta la tua famiglia.

    1. piero-murineddu (Autore Post)

      Nel proseguo, toccherò sicuramente il punto sull'”utilità” delle amicizie sui social. Grazie per lo spunto. Ciao Giancarla

  4. Sebastiano Sanna

    Ciao Piero, ti racconto la mia esperienza diretta.
    Per diversi anni sono stato moderatore in un forum che aveva per collante il possesso di una determinata auto; era disponibile anche il servizio di chat (quindi molto simile a FB) ed ho conosciuto tantissime persone. Naturalmente con un certo numero di esse ho avuto contatti più frequenti ed è nata una sincera amicizia che, pur essendo uscito dal forum stesso, continua ancora.
    Io ero un pò un papá per molti di loro ma, anche per il mio carattere ironico (ma non sono sempre così), mi sentivo perfettamente integrato: io mettevo a disposizione la mia esperienza, la mia capacità di stemperare i dissapori (inevitabili) e loro mi comunicavano freschezza, passione e un pizzico di benvenuta follia.
    Ebbene, Piero, nel 2012 abbiamo organizzato un autoraduno a Castel San Pietro Romano (RM), borgo in cui Vittorio de Sica girò il film “Pane, amore e fantasia” e in circa 30 iscritti, provenienti da tutta Italia, ci siamo incontrati di persona, accompagnati da mogli, bimbi, fidanzate, ecc.
    Ti assicuro che l’incontro, durato tutta una giornata, è stato indimenticabile. Di molti non conoscevo il volto e la meraviglia dell’incontro fu rappresentata dal vedere l’aspetto di ognuno, conoscerne la voce, l’accento che contraddistingue la zona di provenienza, ecc.
    Ebbene, al di là di queste considerazioni, posso dirti che ognuno era autenticamente se stesso e corrispondeva, più o meno, all’idea che mi ero fatto di loro. Questo era il segno che l’amicizia, solo virtuale, era fondata sull’essere sinceri e non mascherati.
    Tornando a FB, ho contatti telefonici con un certo numero di amici e amiche, con alcuni anche frequenti, e sento che, dietro la limitazione del virtuale vi sono persone splendide con le quali passerei intere giornate a discutere, certo che l’arricchimento sarebbe reciproco.
    Purtroppo con te non è stato mai possibile e questo mi dispiace.

    PS. Il sito web che ti indico non è un mio blog in senso stretto ma l’ho creato per un mio amico missionario comboniano di Lecco e continuo ad aggiornarlo settimanalmente. Purtroppo il tema andrebbe cambiato ma non ho più la freschezza di una volta e il lavoro richiederebbe molto tempo che preferisco impiegare per mandare circa 300 mail con il contenuto in chiaro dell’articolo riguardante le omelie alle letture (bada, ho scritto letture e non lettura) a persone che lo hanno richiesto.
    Se dai un’occhiata nei post passati attraverso la ricerca del tuo nome uscirà un articolo che ti riguarda. In ogni caso i contenuti che ho condiviso dalla tua bacheca FB sono molti di più.

    1. piero-murineddu (Autore Post)

      Sempre Sorprendente la tua trasparenza d’animo. Grazie. Leggere il tuo pensiero per me é sempre arricchente, anche quando esprimi la tua comprensibile indignazione in modi forse un tantinooooo……Ciao caro Sebastiano

      1. Sebastiano Sanna

        Esprimevo…, Piero.
        Ora sono molto più posato.
        Saludos.

  5. piero-murineddu (Autore Post)

    Grazie Angela. Apprezzo molto quanto mi hai donato con le tue parole

I commenti sono chiusi.