Davanti alla morte: la “terapia intensiva” di padre ALBERTO MAGGI

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di Piero Murineddu

“Era il nove aprile, lunedì dell’Angelo. Verso le dieci del mattino, all’improvviso sento un dolore terribile qui proprio nel petto…”.  Inizia così il racconto della particolarissima vicenda vissuta da padre Alberto, uno dei tanti preti non propri ortodossi riguardo alla dottrina cattolica e per questo guardato con sospetto e diffidenza. Un prete non molto amante dei “miracoli” e del dogmatismo, mai esitante a dire le cose così come le sente, senza troppi giri di paroloni, e che per questo hanno la capacità di arrivare direttamente al cuore di chi lo ascolta. Fra l’altro, dice che lui voleva intitolarlo “Un eretico in corsia”, ma con l’avvento di papa Francesco, dietro suggerimento dell’Editore ha volentieri cambiato idea.

“Chi non muore si rivede”. E questo modo di dire comune, nelle pagine del libro diventano un’affermazione di fede. Nell’ottica cristiana, infatti, non esiste una morte definitiva, per cui Alberto, trovandosi realmente davanti a questo passo fondamentale, lo ha vissuto …..felice di farlo.

Prestatomi da un amico, tempo fa avevo letto questo suo volumetto che parla dei suoi 75 giorni trascorsi quasi tutti in terapia intensiva. Giorni di sofferenza si, ma vissuti con un atteggiamento interiore tale da conquistare l’intero personale dell’ospedale, quali medici, infermieri, donne delle pulizie. A suo dire, un libro scritto come dichiarazione d’amore verso tutte queste persone che lo hanno assistito  e gli hanno salvato la vita. Sicuramente è così, ma in realtà è lui, con la sua serenità davanti alla morte, che ha conquistato tutte le persone che ruotavano intorno al suo letto.

Nell’infinito archivio di youtube ho trovato un video dove racconta di questa sua esperienza. Scaricato e trasformato in MP3, ne ho ricavato un altro dove insieme alle sue parole, ho rilevato delle frasi che mi hanno particolarmente colpito. L’offro alla tua attenzione, con la certezza che se lo ascolterai con interesse e senza distrazioni, appena possibile andrai a procurarti il libro, a sfogliarne le pagine con stupore, a rileggerlo appena terminato, per poi prestarlo alle persone a te care. Ti assicuro che ciò avverrà.

 

Davanti alla morte: la “terapia intensiva” di padre ALBERTO MAGGIultima modifica: 2015-11-01T12:02:19+01:00da piero-murineddu
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